venerdì 16 gennaio 2026

Se attraverserete lo stretto e annuserete il senso della mia terra io sarò lì, sarò ancora vivo. Il marasma grezzo e spinoso di questi anni negati alla verità e dedicato invece alle bugie fanta commerciali di spread, ideologie, insulti e strategie mondiali, crollerà su se stesso. Si rivelerà per ciò che veramente è: una fantastica e ridicola presa in giro. Saremo già morti o risuscitati, non importa, saremo davanti all’abisso che ci governa da sempre e con esso finalmente ci confronteremo. Saranno l’amore, la poesia, l’aria e l’acqua di cui siamo fatti a sostenerci davanti al tribunale dei nostri giorni perenni, e sarà bellissimo e giusto riconoscerci nel segno antico e profondo della nostra vera essenza.

martedì 13 gennaio 2026

L’isola all’inizio delimita, ti costringe a guardarti dentro come se tu non potessi sfuggire al tuo personale destino. Ma c’è il mare tutt’attorno e la sua vastità è un perenne invito a ulteriori scoperte, è uno stimolo potente a attraversare l’incognito per incontrare altri mondi e altre idee. Gli isolani però non di dimenticano mai le proprie radici, cercano il mondo perché ne hanno uno intimo dentro da regalare agli altri; è una malinconia difficile da spiegare, un bisogno di tornare, di rivedere la propria riva, quella che conosci nel profondo, quella cui infine appartieni. Siamo orgogliosi del nostro modo ma curiosi di quello altrui e poi c’è, come sempre, una grande componente culturale.

sabato 10 gennaio 2026

Una certa narrazione, oggi molto diffusa, tende a presentare la Resistenza come un fenomeno quasi esclusivamente comunista, e il comunismo come il soggetto che avrebbe restituito libertà e democrazia al Paese. In questo racconto compaiono spesso figure simboliche, come Sandro Pertini, e frasi celebri sul fatto che la libertà di parola esisterebbe “grazie a chi ha combattuto”. Il problema non è il riconoscimento del valore della Resistenza, ma la semplificazione storica. 
I comunisti non furono la maggioranza dei partigiani, e i partigiani stessi rappresentarono una minoranza della popolazione italiana. Soprattutto, è un fatto storico che il Partito Comunista Italiano, fino almeno alla metà degli anni Cinquanta, non avesse come obiettivo la democrazia liberale, ma l’instaurazione della cosiddetta “dittatura del proletariato”, in piena coerenza con il modello sovietico. La trasformazione dell’Italia in una democrazia costituzionale non avvenne grazie a un progetto comunista, ma all’interno di un contesto internazionale preciso, segnato dall’intervento e dall’influenza degli Stati Uniti e dall’inserimento dell’Italia nel campo occidentale. È questo equilibrio che ha reso possibile una Costituzione democratica, pluralista e garantista. Riconoscere questi elementi non significa delegittimare la Resistenza, ma sottrarla all’uso strumentale. Significa ricordare che la democrazia italiana non nasce da un’ideologia totalitaria , ma da un compromesso storico reso possibile dal contesto internazionale e dal rifiuto di ogni forma di dittatura, di destra come di sinistra. Fare memoria storica non vuol dire cantare slogan. Vuol dire distinguere, capire e non trasformare la storia in mito.