sabato 9 marzo 2024

C'è dell'altro


Non scriviamo solo perché ci piace o ci conviene, non lottiamo solo perché ci ha convinto qualcuno/a, non agiamo sempre e comunque secondo l’assioma stampato nel 1867, ci hanno ingannato anche in quel caso, c’è dell’altro.
C’è la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore e il senso di vuoto davanti ad una ragazza nuda e fremente, le cose che ci tengono in vita sono queste. Più nascoste, apparentemente più banali e scontate, ma che lavorano continuamente su un piano che non troveremo mai né su un testo di Bentham né su uno di Engels. Sono trascorsi tanti anni e l’unica cosa che riesco a organizzare nella mia mente è la rivincita della poesia umana sul falso lirismo dei conti e delle cifre; questa dicotomia esiste è innegabile quanto l’opera di lavaggio mentale effettuata sui nostri convincimenti. 
 LA FOTO E' DI RIYUEREN

venerdì 8 marzo 2024

Un segreto e una promessa


Ho mantenuto la promessa, cav. Montalto:
adesso che siamo grandi,
solo adesso che siamo cresciuti tutti e due,
svelo il segreto che ci tenne uniti durante quell’estate che sembrò non finire mai.
Ma tu non puoi dirmi più nulla.
Peccato nonno, ho conservato la Rolleiflex ma la camera oscura non esiste più.
Adesso la gente cammina sempre ritta.
Allora invece poteva permettersi equilibri diversi…

giovedì 7 marzo 2024

Postmoderno


Un po’ vi odio, soprattutto quando andate molto vicino alla verità: un po’ vi vedo quando scuotete la testa o dite ci è o ci fa? Però dovete capire che questo blog è già quasi interamente scritto e c’è un motivo, anzi forse più di uno. Io sono fuori per adesso, ma ho trascorso la mia vita dentro e fuori due o più dimensioni parallele: non sono riuscito a far coincidere il Dott. R. divorziato da circa 20 anni, libero professionista in Catania con gli altri me. Certo ci sarà pure un modo di sistemare prima o poi tutto questo materiale sullo scaffale: il blog che ogni tanto sfogliate serve anche in tal senso…o no? Il Blog, tutti i miei blog, sono una parte della mia vita, quella che sono riuscito a scrivere perchè scrivo da sempre, sui quaderni con copertina nera degli anni 50 delle mie elementari ( quaderni che mia madre, la mia incredibile e amatissima madre conserva ancora) o sulle agendine da novello Heminguay degli anni che sono seguiti. Francamente credo che il cammino sia segnato e in fondo non mi dispiace, scrivo e mi incazzo mille volte al giorno, ho un nodo qui dentro che si scioglie solo così compulsivamente per un breve istante davanti alla fila ordinata di questi segni neri su fondo bianco. Voglio chiudere il cammino qui nella mia isola e davanti al mare: mi pare bellissimo. Prima chiuderò questo blog ma solo quando le parole saranno esaurite, nella speranza che risuonino ancora a lungo nella testa di qualche giovane blogger che nulla sa di me e delle mie sciocchezze (rido a pensarci). Certo se in rete dopo qualche anno i blog fermi vengono cancellati…per favore copiatemi tutto come un incunabolo del trecento e ripostatemi altrove. Anche senza citarmi che tanto vengo fuori lo stesso. Anche con malizia. Anche con affetto se ne avete. Tanto prima o poi scriverò altrove mi hanno detto.

mercoledì 6 marzo 2024

Città erotica


Questa città, in fondo, è famosa nell'isola per la forza e la varietà 
degli amori
e degli amanti appassionati che la popolano.
C'è una lunga e radicata tradizione sociale e letteraria 
col suo marchio di fabbrica,
con le sue passioni assolute e quasi febbricitanti 
e mille sguardi di fuoco
che sciabolano tra la villa e Via Umberto,
occhiate che troncano il respiro e fanno bollire il sangue.
Ci sono ancora molti cittadini "ruspanti", maschi con i baffi 
e femmine con le tette
che amano recitare tutte le parti della tragedia amorosa
e sanno fingere di non conoscerne l'epilogo.

martedì 5 marzo 2024

Infastidito


Quando si vuole guardare il profilo del mare della vita
e si è continuamente infastiditi dal coglione di turno che si piazza davanti
possono saltare i nervi.
A me sono saltati.

lunedì 4 marzo 2024

L'altro me


Prima viveva un altro Enzo ma se n’è andato giocando in un cortile di Milano: Di quel bambino mi son rimaste alcune cose isolate:

la gioia per alcuni palloncini in via Dante a Milano

il colore del vecchio mobile nella casa della nonna nell’antico paese siciliano,

l’odore penetrante di stallatico del carretto su cui in estate attraversai la Val di Mazara…

Il senso di mare una mattina quando scoprii le orme dei gabbiani 

sulla spiaggia 

e il sole era già alto.

Il rumore del vento dolce dall’Africa fra le colonne doriche.

Quell’Enzo non ha altra memoria di sé.

domenica 3 marzo 2024

Ventanni


A vent’anni non puoi trascorrere la tua vita appoggiato a un legno, hai bisogno d’altro
senti lo stimolo di altre cose, c’è il sesso e il suo profumo…
 ci sono le donne,
l’altra faccia del pianeta.
A ventanni dimentichi e bruci in fretta.

sabato 2 marzo 2024

E' poi così diverso?


I nazisti accendevano roghi
per bruciare i testi che non collimavano 
con le tesi della razza,
la santa Inquisizione più sbrigativamente 
bruciava sui roghi
libro, autore…e lettori.
Nei paesi islamici esiste bene o male un solo libro 
ammesso e letto come testo unico nelle scuole:
il Corano.
Non è la prima volta che uno scrittore viene
messo all’indice
e per quanto mio riguarda lo trovo vergognoso comunque:
l’Islam ha colpe e pregiudizi pesantissimi,
gravi almeno quanto quelli dell’Occidente.

venerdì 1 marzo 2024

Non resta altro


La comunicazione cercherà altre strade, le finte chat 
altri attori, 
i falsi scrittori nuovi editori.
Solo l’amore continuerà a macerarci l’anima
 perché non troverà né pace né assoluzione.

giovedì 29 febbraio 2024

Per imparare


Dovete leggere giovani blogger, qui o meglio altrove (anche sull’ormai desueto cartaceo) dovete leggere.
Non è detto che sia lì la vostra salvezza, la gangrena montante di cui quelli della mia età sentono il puzzo più di voi per un semplice fatto di anagrafe non è certo che vi risparmierà per il fatto di aver letto. Ma creperete più dignitosamente e non è cosa da poco. Leggendo imparerete cosa siete, come ci siete arrivati.. e cosa vi aspetta; amerete l’eleganza naturale, fisiologica direi, della trasmissione scritta del pensiero perchè non sempre funziona all’inverso, non sempre ad una parola detta corrisponde un retropensiero, anche il web è strapieno di inutili zucche vuote! Dovete leggere se volete amare da esseri umani maschietti dalla virilità incipiente e pulsante e fanciulle su cui posare il desiderio nascosto di essere eterni attraverso le vostre vagine.

mercoledì 28 febbraio 2024

L'erba voglio


 Vorrei fermarmi e raccogliere le ombre delle cose che ho lasciato in giro nel web in tutti questi anni: vorrei trovare lì il senso vero della vitalità,

di un progetto che facesse a meno della mia cultura,
dei miei drammi, dei miei addii,
che facesse a meno dei ricordi se non riveduti e corretti….

ma non posso fare a meno di me.

martedì 27 febbraio 2024

Recinti


La tendenza a leggere solo una certa fetta di libri 
( o di blog)
e ritenere il resto merda secca da evitare
è troppo forte per il genere umano;
recinti che ci proteggono, questo è quello di cui sentiamo 
il bisogno,
non è quello che ci salverà da nuove dittature mentali.

lunedì 26 febbraio 2024

Mediocrità


Non chiedo adulazioni, il carattere secco non mi lascia 
il tempo e l’uzzo di cercare consensi:
amo le donne e gli uomini che non si fanno declinare 
ma declinano,
sul contenuto del nostro discutere affronto qualsiasi tema
senza buonismi e gigionerie
e non mi contento di poco.
Sono antipatico e distaccato da sempre,
il blog era finora l’unico luogo in cui mi lasciassi andare,
l’unica frivolezza che potessi accettare sul mio smoking 
da sera.
Da quando ho capito che esistono ancora esseri che invocano l’eugenetica anagrafica
vorrei essere ancora più vecchio e spinoso.
Mi sto attrezzando.

domenica 25 febbraio 2024

Tanguero

 


Sfuggo al ricordo del tuo ochoadelante

senza odio, senza il vuoto
che l’amore avviluppato
alle mie gambe
ha lasciato nella mordida
di questo tanguero
distratto.

sabato 24 febbraio 2024

Un brivido


Scrivo per i fatti miei e non vado da nessuna parte.
Quando accendo il Pc e arrivo qui ho un brivido di piacere che dura un istante.
Poi non me ne frega più niente e non posso farci nulla.
Il post più bello e vero che io abbia mai scritto lo leggerà soltanto una donna,
l’ho regalato a lei un po’ di tempo fa se il tempo ha ancora un valore per noi tutti.
Tutto il resto che leggete sono solo tentativi, prove coscienti del mio limitato essere,
testimonianza perfetta dell’infelicità che si aggira tra le righe del mio vizio antico:
scrivere.

venerdì 23 febbraio 2024

L'arte del ricordare


Ricordare bene e con attenzione
perchè il tempo trascorso è tale e tanto da sfidare 
le capacità della mia mente
a non farsi travolgere dai miraggi e dalle illusioni.

giovedì 22 febbraio 2024

Isole


La lunga ferita azzurra che ci rende isola si snoda davanti agli occhi: poco meno di tre chilometri bastano a fare di un luogo un mondo a parte.
La Sicilia scivola di fianco lungo i fianchi tondi e burrosi di una Calabria che è Sud pieno e dimenticato: una sala d’attesa infinita come il tempo necessario talvolta ad attraversare lo stretto.
Mi sono sempre domandato se c'è soluzione di continuità fra le due sorelle: c’è e lo senti nell’aria. Quella d’Aspromonte è antica e lontana, l’altra diluisce i pensieri nell’eventualità di un incontro finale.

mercoledì 21 febbraio 2024

FOGLI VUOTI


Sono andato lontano
anche stavolta, anche se non era
necessario,
mi sono ritrovato lontano.
E tu non mi hai riconosciuto
in questo andirivieni
ossessivo.
Io torno sempre, ogni volta con una parte
di meno,
ogni giorno con un desiderio
in più
e un'opportunità di meno.
Io torno sempre ma questa lunga ferita
che mi divide, ogni giorno recita la sua litania. E mi condanna.
Ripartirò lo stesso
perchè non so sfuggire al mio destino
e tu, un tempo, ti rifiutasti di crocifiggermi
alla devozione assoluta dell'amore
per te.
Ripartirò come una girandola impazzita
nell'assurda speranza che, per una volta,
i cocci del mosaico, fortuitamente
si ricompongano.
E tu possa riconoscermi.

martedì 20 febbraio 2024

Sicumera


Non siamo cristiani, non lo siamo quasi più, nascondercelo serve solo ad aggravare la situazione: ciò che un tempo era fede, tutta fede, ora è relativismo.
Oggi guardiamo con un certo sussiego alla grezza idea di società che ci ha preceduto qui, siamo certi di non aver più nulla che fare con l’assolutismo fanatico e arrogante dei nostri predecessori…il bagliore dei roghi e i banchi della santa Inquisizione sono incubi del passato. Adesso siamo altro ma certo non cristiani.

lunedì 19 febbraio 2024

Sono quel che scrivo


Le presentazioni virtuali che in questi anni ho letto in rete sono in gran parte ridicole: assiomi falsi e immaginari, ipocrisie con la presunzione di un ritratto fedele. Io sono quel che scrivo, il resto potete immaginarlo se volete e se la mia scrittura sarà adeguata ma non vi dirò mai che la realtà è esattamente quella che voi credete. Un uomo è quello che ha amato: scrive di arte, politica, natura, musica e motori ma in verità scrive sempre e solo della stessa identica cosa: dell’altra metà del cielo. E, mentre scrive e descrive, quell’altra parte si fa beffe di lui e si allontana in un crudele gioco di Tantalo. Fine della corrente, il senso è tornato a passeggiare dove i commenti non lo possono agguantare e le parole restano vuote.

domenica 18 febbraio 2024

Inequivocabile


Ho detto addio a molte cose negli ultimi 20 anni: scioccamente sono rimasto in attesa di un nuovo che le sostituisse.
Vestito a festa, lustrato da capo a piedi, fidando nel mio intuito e nella buona volontà comune.
Sto dando l’addio ad altre cose ancora, il sogno interiore dal quale erano nate lo conservo dentro di me come lo stampo intellettuale che comunque ho vissuto.
Ma L’ADDIO RIMANE, inequivocabile.

sabato 17 febbraio 2024

Giovanni - absolutely free


Non ci si arresta subito:
qualche anno scivola via per
inerzia,
qualche altro per
distrazione.
Una frenata diluita nel tempo.
Ci credemmo assolutamente
liberi
un tempo così lontano
da non appartenerci più?
Resta la sorpresa,
inconfessabile abitudine
di considerarsi
sempre altro.
Sarebbe stato diverso se i nostri
giorni avessimo diviso assieme
sino allo sfinimento che pare prima o poi
tutti ammala?
Da questo remoto eremo tutto appare
superfluo.
Ma ci agitiamo
pensosi di un riflesso
desiderosi di un sogno
obbligati alla mediocrità
obiettiva del nulla.
Quante altre volte
mi sorprenderai?

Giovanni Russo è un incontro del 1974, trasmetteva su una radiolibera di Palermo, radio Elle. Figlio unico reso orfano dalla mafia, una specie di armadio a due ante solitario colto e scontroso. Facemmo amicizia e si andava in onda assieme: musica progressive, rock, classica, avanguardia. Non ci ascoltava quasi nessuno. Alla fine degli anni 70 lasciai Palermo per Catania e i contatti di interruppero.  Trent'anni dopo l'ho cercato, abitava sempre al solito posto, si era laureato in medicina psichiatrica ed era invecchiato come me, malamente. Ci siamo guardati negli occhi, abbiamo parlato un po' e ci siamo detti addio. È stato meglio così.


venerdì 16 febbraio 2024

Dalla padella alla brace


Gli estremismi intellettuali fanno godere senz’altro di più ma producono altri estremismi poco digeribili.
La parità resterà per alcuni casi sempre e solo un’utopia
ma i diritti relativi a salute famiglia, lavoro, scuola, rappresentanza, tutti i diritti civili insomma non possono essere barattati, nemmeno con la cosiddetta liberazione femminile.
La padella femminista brucia esattamente come la brace maschilista.
Io sono convinto che se non usciamo da questo tipo di rappresentazione da due soldi resteremo sempre guitti da strapazzo è questa mia convinzione che dai miei 18 anni fino ad ora mi ha guidato nel viaggio esistenziale attraverso la carne e l’anima delle donne che ho incontrato.
Una convinzione scomodissima e poco gestibile.

giovedì 15 febbraio 2024

Alternative di carta


Dovreste leggere fuori dai vostri limiti territoriali, sociali e ideologici. Se siete di sinistra avete l’obbligo di leggere anzitutto a destra, se siete del nord di leggere al sud, se siete atei di leggere della fede e del misticismo. Non c’è verso, non avrete scampo, nè qui sul web nè fuori nella vita reale. Io scrivo del sud perchè da 40 anni leggo il nord e molti miei conterranei lo fanno, non siate pirloni orsù e prima di godervi Piazza Duomo assorbitevi Piazza del Plebiscito. Leggete invece di usare le vostre meningi in sterili e chiassose diatribe squisitamente ideologiche, leggete fuori dagli schemi ( gli stessi che vi/ci hanno completamente seppellito). Il post è dedicato a quelli che vogliono andare via perchè ” L’Italia è diventato un luogo inabitabile” e lo dicono ogni giorno sui nuovi totem della letteratura sociovirtuale , Twitter, FB e blog. Leggete… e invecchiate con misura.

mercoledì 14 febbraio 2024

Egoista


Scrivo per capire e sono un egoista, ogni tanto incontro

uno scoglio
più ruvido di me,

altre volte una baia piena di vento
e me la giro tutta.

martedì 13 febbraio 2024

Una carezza di seta


Imparai da bambino a centellinare

la magia che una ragazza

sparge attorno a sé.

Scivolare tra le pieghe di un suo

sguardo,

assaporare poi, nel ricordo

di un’ora dopo,

la trasparenza di una mano,

il particolare timbro di un silenzio,

gli altri mondi

soltanto accennati in un volgere del capo.

Ti osservo ancora a quel modo

e tu giochi a far finta di non saperlo.

Imparai da ragazzo a rincorrere

la diaspora di pensieri

che una donna porta con sé.

Ed è così che non ho mai scordato

il primo stupore di te.

Un po’ di quella magia ancora s’insinua

tra noi

come una carezza di seta

al termine di questo giorno.

lunedì 12 febbraio 2024

Tutto compreso


Sono un “tutto compreso” e sono anche 
in buona compagnia.
Le verità carezzate alla fine escono fuori
e cominciano a rotolare per l’etere:
ne ho raccolte alcune morbidissime e profumate, scivolavano
mescolate ad altre meno attraenti.
Ho scelto di portarmi a casa queste ultime: sono amanti meravigliose.

domenica 11 febbraio 2024

Un sogno perfetto


I miei blog erano un sogno perfetto, il mio,
vorrei restassero tali, inutili ma sinceri come chi 
li ha partoriti.
Chi mi è stato accanto non ha percepito
che una piccola parte del mio sogno,
forse non è possibile fare diversamente amore mio,
quando scende la sera bisogna chinare la testa.
Commuoversi è esclusivamente un bisogno personale.

sabato 10 febbraio 2024

Il TEMPO ANDATO E QUELLO PRESENTE


E' abbastanza lontano questo giorno? Spero che il web si sia dimenticato di me che ora riaffioro dopo anni. Chi sei tu che leggi? Vuoi commentare? Puoi farlo qui non ci sono censure ma se sgarri... ti cancello. Sapessi quanti hanno sgarrato negli anni passati. Può darsi che io non ci sia più adesso e chi risponde è il mio fantasma, mi sembra un idea innovativa.

venerdì 9 febbraio 2024

Ciotoli


Masticavo le giornate lentamente, ma esse erano prive 
di gusto:
grossi ciotoli levigati tutti uguali gli uni agli altri,
rotolavano tra la libreria e le strade di Palermo.

giovedì 8 febbraio 2024

Una fuga


Non tutte le faccende hanno appigli che consentono almeno una parvenza di comprensione;
questo libro è una fuga, ben vestita (credo)
e organizzata con la logica di un maturo signore 
ricco d’esperienza e solitudine.
Le righe scritte o riscritte
sono il riflesso di un concetto esistenziale che 
non prevede l’età ma la surclassa,
ci gioca e pensa scioccamente di averla fatta fessa.

mercoledì 7 febbraio 2024

Il vuoto


Trovare qualcosa per riempire il vuoto che riapriva scenari così lontani
da non considerarli più personali,
ecco cosa doveva fare assolutamente.
Il vuoto si allargava e lui lo guardava immobile. 
Scrivere! Scrivere era la terapia giusta:
lo aveva pensato quasi per sbaglio, non ci credeva 
fino in fondo.
Scriveva da sempre senza pensarci, come 
un gesto fisiologico,
solo un aspetto dell'omeostasi più vasta che governava 
la sua vita.
Accese il computer e guardò lo schermo luminescente per un attimo lunghissimo.
Scrivere, provare a scuotere la patina di sottile e persistente condiscendenza
all'impossibilità di comunicare al mondo che 
nonostante tutto
egli esisteva.
Un argomento! Gli serviva un argomento,
qualcosa che suonasse con quel timbro inconfondibile 
che solo la vita vera possiede.
Mandare in pensione l'anima dei giorni non era stata una buona idea,
lo capiva adesso in quella stanza che non possedeva 
alcun appiglio
per credere a una sequenza non meccanica dei gesti e delle parole.

martedì 6 febbraio 2024

Errare è umano


Si sbaglia senza tregua gentile signora, si nutre l’illusione di essere fuori, la si definisce fortuna, casualità, intelligenza, lucidità, la si chiama con termini logici, ci si inventa una preveggenza che ci blocca prima di compiere gli ultimi passi falsi prima del baratro. Non mi sento più di proporre altri termini, non ci credo più e sto per chiudere la finestra. La osservo con attenzione silenziosa, quasi commossa, è stata per lungo tempo il viatico con cui ho difeso le mie incongruenze, il succedaneo imbastito a proteggere il sapore vero di alcune mie sconfitte; il sogno non mi corrisponde più e mostra tutte le sue crepe gentile signora, imbastire un’altra leggenda mi stuzzica molto…poi guardo gli infissi polverosi di questa finestra e devo ricredermi sulla novità perenne di cui ci nutriamo ogni giorno. Le confesserò di possedere in archivio alcuni momenti indimenticabili, se lei sapesse con quanto amore li ho nutriti, quante volte ho provato a farli uscire dal cofanetto del mio intimo e li ho lucidati per mostrarli nella loro luce migliore. La scrittura che esercito dall’infanzia non è altro che questo, è una parte , la più scontata, dell’intuito ineffabile di raccontare l’affetto incondizionato per lo spirito di quest’uomo affacciato alla finestra. Non c’è il tempo di riconsiderarsi al solito modo oggi preferisco usare il mio libero arbitrio e passare dal lei al tu, dovrai abituartici signora: appena scenderò a valle non aspettarmi con tutto il fardello di opinioni costruite in questi anni, non servono e sono ciarpame…il tuo come il mio cui facevi riferimento. Vuoi vedere le pietre nascoste dentro il mio cuore? Spogliati e torna umana, non ci dobbiamo niente, secoli fa erano solo diamanti grezzi, scaglie di cristallo taglienti, ci siamo feriti e ritratti, adeguare i riflessi pensammo fosse il sistema migliore per comunicarci la nostra solitudine.

Se sei ancora della medesima opinione non farti trovare sull’uscio al pianterreno, dillo anche alle altre, io vado a sciogliermi altrove. Il carbonio si è trasformato in miriadi di gemme , scrutarle da solo sarebbe una imposizione stupida, mi confronto da una vita con cose stupide. La finestra la chiudo per questo.

lunedì 5 febbraio 2024

Ad personam


Scrivo post da anni, li scrivo ad personam: anzi li scrivo essenzialmente per due persone. Una sei tu che mi stai leggendo. Non ti conosco perchè non ho mai conosciuto realmente nessuno dei blogger con cui ho contatti, sicuramente ho letto molte cose tue e l’ho fatto con un’attenzione che tu non puoi nemmeno immaginare. Eppure non ti ho mai concretamente stretto una mano o guardato in viso: non ho mai visto le tue mani, le tue gambe, la tua bocca, come cammini e ti siedi, il colore dei tuoi capelli …o il profumo del tuo sesso. Non ti conosco però quando inizio a battere sulla tastiera so che ci sei tu davanti allo schermo e che tra un po’ leggerai; spesso parto da considerazioni immediate, magari lette poche ore prima sul tuo blog, o su un commento ad un tuo post, a volte resto assorto mentre ci penso, annuso nell’aria il sapore di quello che sei dietro le parole e penso che tu farai lo stesso con me. Scrivo per te ma dopo qualche riga tu diventi un altro blogger e poi un altro ancora…un turbinio di voci e di visi e di nick e parole. Non m’importa, scanso gli ostacoli e punto diritto su di te, ti porto me stesso, il suono della mia voce che mai sentirai e il colore vero dei miei occhi che ti guardano la nuca mentre mi leggi. Perchè l’altra persona per cui scrivo sono io.

domenica 4 febbraio 2024

Velleità


Le velleità intellettuali le ho sempre avute
ma non me ne faccio nè un vanto nè un cruccio:
ci sono dentro tante di quelle situazioni personali, familiari,
geografiche ( sono siciliano)
che non saprei proprio come definirle tutte.
Però il concetto di liberazione profonda
insito dentro la scrittura lo conosco bene e l’ho seguito sempre dentro il blog,
immagino che si capisca da ciò che pubblico.

sabato 3 febbraio 2024

Fernanda


Riprendo in mano i vecchi automatismi e mi sembra un secolo: ancora parole, di nuovo segni su queste pagine e stavolta sono per me.
Sono per dire che la mia generazione se n’è andata definitivamente ieri.
Andata, non morta,ma certamente ha passato la mano quando Nanda Pivano ha cessato di vivere.
Tutta la letteratura di quella che Kerouac chiamò la beat generation, tutto lo scrivere nuovo e segreto dei miei sedici anni, tutta la mia anima sull’orlo delle labbra è passata nell’opera di questa donna.

venerdì 2 febbraio 2024

Il rischio


Sono un uomo, vero, in carne e ossa,
ho compreso che su queste pagine posso deporre solo una parte del mio spirito,
non è cosa da poco!
Il riflesso che già vedo fa parte dello stesso 
ambito mentale
e so bene che non gli si può dare un corpo:
il consiglio di fermarsi un attimo, di riflettere 
è comunque valido
perchè il rischio di trascendere è sempre presente.

giovedì 1 febbraio 2024

Il patentino

 


All'inizio in questo ambiente devi fare una scelta, prima era gestibile in modo artigianale, se sapevi scrivere ancora meglio, oggi è un diktat inevitabile.

Il contesto è copiato pari pari dai palazzi del Potere:
destra - centro- sinistra ma anche alternativi a gogo (pronti a rientrare nelle tre categorie base)
oppure indifferenti scettici blues(fanno fascino e sono un lasciapassare quasi totale.)
Negli ultimi 3 o 4 anni si è piacevolmente aggiunto 

un atteggiamento
indispensabile per non essere dichiarati untori e ottenere il patentino
per circolare sul web quasi indisturbati.
E' un patentino a punti:
- 15 punti se sputtani sempre e comunque Berlusconi
- 3 se parli con deferenza di Giorgio Napolitano
- 2 se l'Europa sarà la tua nuova Patria.
Questo è il capitolo ideologico- politico,
da esso ne discende un altro meno importante ma sensibilissimo agli umori della maggioranza
di blogger.
Comprende una serie di regole ferree
- Glissare sempre se sei in presenza di un blogger "democratico"
non farlo mai se hai incrociato un
borghese qualunquistafascistaretrogradounpòmaschilista 

e isolato.
- Non dire mai che una poesia è una schifezza anche se per te lo è,
orientarsi per un commento alternativo o meglio non commentare.
Stare molto molto attenti quando si esce dal proprio 

"club commenti"
e si entra curiosi in una nuova casa:
c'è il fondato rischio di essere poi definiti portatori di infezioni.
- Leggere il blog roll di ogni blog o non leggerlo affatto.
In entrambi i casi saremo giustificati per le nostre opinioni che comunque
non devono mai essere troppo divergenti 

da quelle del padrone di casa.
Credo che sia molto meglio uscire dalla blogosfera e entrare nel mondo reale...
buongiorno, buonasera, guardarsi negli occhi e sentirsi vivi.
Dimenticavo, non ho il patentino!

ARRIVEDERCI TRA UNA QUINDICINA DI ANNI con il giusto corredo di commenta e rispondi.

martedì 30 gennaio 2024

Malinconico


Oggi mi preoccupa molto meno di prima dire certe cose, allora ero solo un ragazzo coi genitali gonfi di desiderio e la testa piena di sogni, rabbie, dolcezze e segreti.
Allora vedere gli sguardi di fuoco quando affermavo certe cose mi faceva ghiacciare il sangue nelle vene, oggi mi rende solo più malinconico.

lunedì 29 gennaio 2024

Un'esistenza in saldo


Il cielo è grigio stasera, forse pioverà,
forse l’acqua si porterà via tutta la terra accumulata
dalle nostre impotenze.
E’ stasera che Enzo si prende la testa fra le mani
e vorrebbe riprendere a fumare.
Stasera che i giochi si sono invertiti e la solitudine si vende
a prezzi di realizzo.

domenica 28 gennaio 2024

Un'etica profonda


Non v’è memoria senza conoscenza e non può esserci sapere senza analisi.
Senza lo studio di quelli che furono le premesse ideologiche della superiorità della razza,
senza la conoscenza della storia tra il 1919 e il 1945 in Europa
non ha senso nessun giorno della memoria.
Esiste un’etica profonda e generale
che l’umanità sconfessa
con vergognosa noncuranza,
un termine di confronto che attraversa intere generazioni
e che viene rimpallato tra di esse come 
una pietra incandescente:
brucia tra le mani e fa male,
meglio dimenticare e dire io non c’ero, io non ne ho colpa.
E’ il sistema con il quale, nei decenni posteriori 
a quello orribile
del secondo conflitto mondiale,
milioni di esseri umani hanno “ricordato” la Shoah e dimenticato i Gulag,
le prigioni dei vietcong, Guantanamo, le carceri cinesi o quelle turche
e ad altri innumerevoli campi di concentramento 
senza svastica.
Altro che giornata della memoria, non abbiamo altro
che complesse operazioni di cancellazione radicale.

sabato 27 gennaio 2024

Memoria

Ci sono giornate della memoria che ci fanno dimenticare chi siamo e come siamo.
Verrà il tempo in cui anche queste giornate scompariranno, inutili come rottami polverosi; al loro posto nuovi editti di libertà e furore, di umanità e sangue, di democratici lager e immemori aguzzini.

venerdì 26 gennaio 2024

Virtuali



Quanto il virtuale ci allontana dalla vita vera? Quanto valgono veramente le diatribe accese, le discussioni più o meno serie in rete? Quanto di noi resta di sincero su questo strano oggetto che chiamiamo blog.
Credo che ci prendiamo troppo sul serio.
Credo che spesso non siamo all’altezza di presentarci in pubblico.
Credo che molti di noi aprano un blog per stupido esibizionismo o per un malcelato senso di autoaffermazione.
Credo che io debba mondarmi da un certo numero di peccati. Ma dirlo o farlo qui non basta e non serve.

giovedì 25 gennaio 2024

Presunzione


Il web è pieno zeppo di presuntuosi perchè è l'umanità in toto a presumere,
ad ergersi a giudice assoluto e non richiesto dell'altro,
a ritenersi soprattutto portatore di una civiltà superiore
che per divina origine può fare quel che vuole delle altre.
Io non dico queste cose per dare come si suol dire,
un colpo al cerchio e uno alla botte,
constato semplicemente che l'uso di questo mezzo è continuamente rovinato
dai nostri vizi e dalle nostre piccolezze.

mercoledì 24 gennaio 2024

Orologi


Non l'ho voluta riconoscere,
forse per stizza o per
paura.
La clessidra è stata capovolta
qualche giorno fa.
Io l'ho capito ma non mi son detto
niente,
avevo bisogno di tempo.
Volevo tempo.
Mi manca il tempo per
dipanare la lana
a modo mio.
Ma di tempo ne avrò ancora
diverso da quell'altro però;
più rapido e cattivo ma ne avrò
ancora.
Non sarà facile usarlo
rotolerà via a scatti
ed io mi ferirò le mani
per tener fermi gli ingranaggi.
Quando la clessidra si è capovolta
ha fatto un tonfo dentro di me
e poi solo una breve
vertigine.
Scusami, ma è così che si diventa
vecchi.
Mi chiedi a quando, ti rispondo
presto.
Ti chiedo: come?

martedì 23 gennaio 2024

Prima fermata


Ed io finalmente capisco dove sono giunto stasera e perchè la sensazione del tempo ora ha questo sapore speciale: sono alla prima stazione dell'inventario della mia esistenza. Per qualche tempo il treno si fermerà qui, non so quando ripartirà ma in fondo non mi dispiace.

lunedì 22 gennaio 2024

Due città


Palermo fu altra cosa e mi bastonò per bene.
Catania mi guarda impassibile,
forse vuole benevolmente evitare d'uccidere un uomo morto.
Comunque e dovunque io sono sempre stato invischiato 
in cento problemi ,
legato fino in fondo ai miei errori , alle mie debolezze,
alle vittorie effimere colpevolmente scambiate 
per trionfi dorati.

domenica 21 gennaio 2024

Meccanismi


I meccanismi li conosco a memoria e quindi 
vi vengo a cercare;
– la tecnica del commento io e poi tu, e dai commentami,
se non mi commenti non lo faccio neppure io,
– il rito della moderazione, della risposta 
e del tipo di risposta,
esclusività va cercando che è sì cara…. qui non vale.
Esserci comunque, presenziare con una certa misura, non far cadere il ritmo
coscienti che svanisci se svanisci
Piacere e non dispiacere e soprattutto restare dentro l’ambito che si scelto
senza cercare “avventure” esterne.
Provo o riprovo, senza un sorriso tenendo per me la verità su ciò che penso
posarla fuori è controproducente.
Quando la corda si spezzerà ( perchè si spezzerà) i frammenti di me andranno
per i fatti loro.