domenica 28 gennaio 2024

Un'etica profonda


Non v’è memoria senza conoscenza e non può esserci sapere senza analisi.
Senza lo studio di quelli che furono le premesse ideologiche della superiorità della razza,
senza la conoscenza della storia tra il 1919 e il 1945 in Europa
non ha senso nessun giorno della memoria.
Esiste un’etica profonda e generale
che l’umanità sconfessa
con vergognosa noncuranza,
un termine di confronto che attraversa intere generazioni
e che viene rimpallato tra di esse come 
una pietra incandescente:
brucia tra le mani e fa male,
meglio dimenticare e dire io non c’ero, io non ne ho colpa.
E’ il sistema con il quale, nei decenni posteriori 
a quello orribile
del secondo conflitto mondiale,
milioni di esseri umani hanno “ricordato” la Shoah e dimenticato i Gulag,
le prigioni dei vietcong, Guantanamo, le carceri cinesi o quelle turche
e ad altri innumerevoli campi di concentramento 
senza svastica.
Altro che giornata della memoria, non abbiamo altro
che complesse operazioni di cancellazione radicale.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.