lunedì 30 marzo 2026

Casa Professa

 


Poi scrissi scendendo a patti con tutte le illusioni… 

Fosse per me sarei ancora con fogli di carta e una penna in mano: nessuna tastiera e nessuno schermo se non il riflesso dei miei occhiali. Starei ancora in attesa di un’idea masticando pensieri un rigo dopo l’altro, con pigrizia, immaginando la vita come non è quasi mai e guardandola con lieta cupidigia quando ti passa accanto e ti lascia attonito davanti a tanta bellezza. Fosse per me sarei rimasto in questa città a metà strada fra l’Africa e L’Europa a domandarmi da che parte stare in un gioco sottile mai risolto. In fondo non mi dispiace camminare tra chiese barocche e cupole arabe, uno come me difficilmente troverà un posto fisso dove stare e digerire tutti i compromessi necessari per dire “ Qui mi va bene”.

sabato 28 marzo 2026

Riflettendo su Maiorana

 


Avevo un voto bassissimo in matematica a scuola ed uno altissimo in italiano. Ho trascorso tutta la vita ad inseguire i numeri di cui ero perdutamente innamorato.

"Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galilei e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di questi" - E. Fermi

giovedì 26 marzo 2026

Opinioni


Questo non è un blog d'opinione, che significato ha questo termine? Io ho un'opinione, l'ho su molte cose ma non faccio opinione! Non pretendo di farla, me la studio, la vivo e la analizzo. Non la vendo ma la difendo aprioristicamente se essa viene attaccata gratuitamente, l'ideologia di altri non può valere più della mia per partito preso. Avere una opinione, scriverla in rete significa nella gran parte dei casi suicidarsi per contatti e audience; nei blog decenti da un punto di vista letterario l'opinione è
UNICA, una dittatura del pensiero che nasce da molto lontano, dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla egemonia ideologica della sinistra che pretese di fondare questo straccio di Repubblica delle banane su una guerra civile. Ma io per fortuna ho superato da tempo l'imbarazzo di dover piacere per forza a qualcuno, di dover cinguettare su testi e concetti falsi e vuoti. Guardatevi attorno...prati immensi pieni di margheritine da cogliere per farne deliziosi mazzi come cadeux alla blogger o la blogger di turno - ma sei bravissimo, quanta poesia. l'umanità dolente, i buoni di qua i cattivi di là,  l'elite intellettuale, il nuovo mondo, il nuovo sesso, le donne sempre una spanna  più su, i clandestini uber alless, il mondo arabo e gli schifosi occidentali - Un vortice di colori stupendi e voi/noi lì dentro a gorgheggiare l'unico canto che non ci lasci isolati!

I prossimi post sono dedicati alle mie opinioni così a scanso di equivoci chi legge sa con chi ha a che fare. E' utile, onesto, per certi versi proficuo ( se ci si confronta con teste pensanti) e soprattutto liberatorio.
Da quando scrivo in rete ho contatti speciali con blogger che ritengo abbiano opinioni molto diverse dalle mie se non contrastanti; ho ben capito che esprimere con chiarezza le proprie idee in aperto contrasto con quelle di tendenza nell'ambiente frequentato ti espone a un isolamento mediatico potente e progressivo. Devo francamente confessare due cose: la prima è che chi è in asse con le mie opinioni mediaticamente e culturalmente è spesso una nullità mentre dalla riva opposta ci sono fior di esecutori. La seconda è che non mi importa dell'isolamento io non faccio compravendita di contatti e non sono disponibile a compromessi a qualunque costo. 
Io sono un uomo libero sarà questo che vi disturba.

mercoledì 25 marzo 2026

Prima e dopo


Non ero partito così. Mi piaceva lo scambio, il mezzo, la gente, veder fluire le idee, conoscere anime.
Mi piaceva ma non sono cieco o sordo e non ho mandato il cervello in ferie.
Mi sono reso conto a poco a poco che questa dimensione virtuale era il succedaneo di quella reale, peggiorata da molti fattori.
Ho cominciato a dirlo, a scriverlo….senza peli sulla lingua perchè non ne ho e molti in rete invece li hanno, e sono peli lunghi.

martedì 24 marzo 2026

N. Civico 28


La domanda non aveva mai avuto risposta degna, era in ascolto come allora, come sempre. Era solo in quell’abisso, solo in quella casa, solo in quella vita. L’unica che aveva o si era costruito. Si stava concependo come un’ombra, una sorta di suicidio scontato senza spettatori. Non sopportava più gli inviti ad equilibrio, compostezza, misura, solidarietà, civiltà…amore. Gli avevano spiegato il meccanismo infinite volte ma era tardi, troppo tardi: nessun interlocutore, nessuna analisi, nessuna comprensione, salotto vuoto, corridoio spento, cucina vuota, il suo nido abbandonato per sempre al numero civico 28. Alzarsi e scivolare in silenzio tra la sua vita, guidare la sua ombra fino all’uscio era il consueto automatismo, funzionava benissimo: abbassare la maniglia, infilare la chiave nella toppa, girarla per tre volte, girarsi. Scendere le scale. La fuga era iniziata.

lunedì 23 marzo 2026

Da una lontana lezione liceale


Di fatto dal
XVIII secolo in poi l’elite culturale siciliana ha sempre guardato fuori, alla Francia, Inghilterra, Germania alla ricerca di punti di riferimento meno asfittici di quelli italiani.
Per fare un esempio calzante Pirandello si laureò a Bonn, specializzandosi in studi filologici con una tesi sul dialetto di Agrigento!
Questa ricerca unitamente al desiderio di sentirsi parte di una comunità più ampia con pari dignità rappresentativa non ha però indotto gli scrittori siciliani a lasciare nell’oblio le proprie radici linguistiche e culturali. Così confrontandosi con le “lettere” di altre nazioni anche la lingua meno “nobile” ha trovato una sua ragion d’essere specifica e, nell’alveo più ampio della letteratura italiana, si è definita con una cifra stilistica di valore assoluto e perfettamente coerente all’ambiente socio-culturale che l’ha espressa.

venerdì 13 marzo 2026

Lettera nel vento


Che ne sai dell’alito caldo che scende talvolta sulla mia terra? Io l’ho solo presagito ieri sul far della sera, un breve momento di attesa poi è iniziato. Ma tu non puoi sapere che lo scirocco è un confine nella nostra vita, un paletto da cui ripartire alla ricerca di una nuova frescura. Eri bellissima davanti al mare che ci vide diversi. Immobile il tuo corpo, l’abito unica parte viva su di te. Il vento caldo come sciroppo denso ci avvolgeva ed io sognai un’estate lontanissima e sospesa come questa quando ogni cosa doveva cominciare. Ma tu non sai, hai voluto dimenticare, io non potevo fissato dal vento in un sogno inutile ma necessario. Tu non hai bisogno di sapere che il tuo violino suonò per quest’ uomo un accordo lunghissimo che è rimasto su di me che sono una viola, compongo solo una biscroma al giorno. Troppo poco per difendersi dallo scirocco che avvolse le nostre vite. Tu sei altrove adesso, se una finestra dondola o sbatte la chiudi per non ricordare quella costa, il mare e il nostro silenzio.

giovedì 12 marzo 2026

Una verità difficile


Io voglio la verità perchè dal suo ventre sono partorite anche le sue sorelle e sono esseri legati 
da un unico cordone ombelicale, vivono in simbiosi.
La verità che voglio è difficile assai, difficilissima.
Tanto che spesso nei miei anni alcuni suoi presunti delegati mi hanno detto che ci voleva tutta una trafila, 
mettersi in fila, sperare...farsi raccomandare.

domenica 8 marzo 2026

Senza scemare


Ma hai scritto “l’amore passa senza scemare” e per me non è vero del tutto. Passa l’amore e non scema, si trasforma semmai, si allontana dalle nostre possibilità, resta come un totem della felicità perduta o di una forza totale senza un vero senso o una vera logica. Tu scrivi…forse a te stessa oppure a quella che eri o era l’altro, scrivi al mondo che ci osserva laconico e mediocre con le sue regole ferree e condivise da chi non vuole più soffrire. Scrivi per non dimenticare la vita nella speranza che le parole siano utili per altri amanti ma è la chiusa quella che mi riconcilia con il testo: Ti amo da prima, da qui e fino all’infinito. Nell’infinito c’è il mistero di tutto questo ed esso non è commentabile.