martedì 22 settembre 2026

Santità ?

La Chiesa cattolica entra da sempre a ganba tesa nelle questioni civili italiane, anche quando l'Italia era solo " un'espressione geografica" (Metternich).
Posto che adesso sia qualcosa di diverso e che non si veda l'enorme passo indietro fatto negli ultimi 20 anni sulla strada dell'unificazione seria e della civiltà condivisa, le recentissime uscite dei pezzi grossi vaticani non deve sorprendere. Un'altro fallaccio ma stavolta da espulsione!
Bergoglio dovrebbe innanzitutto cambiare postura e camminare ritto, dovrebbe pensare da buon pastore alle sue pecore e ai fedeli cristiani che soffrono e vengono massacrati in varie parti del mondo. Potrebbe riflettere in modo meno supino ai rapporti con l'Islam e pretendere rispetto vero e non peloso per eventuale salvaguardia quando la mezzaluna sventolerà sulla penisola.
Bergoglio è un populista da due lire, gli piace fare il piacione, essere ossequiato dai suoi avversari, adulato da chi fino a un momento prima ne diceva peste e corna; forse vuole vedere sparire dai blogroll di molti siti la frase - io aborrisco il Papa!
Quale prezzo è disposto, Santità, a pagare e a far pagare alla fede che lei professa? Quale futuro sta contribuendo a costruire per la civiltà occidentale?
Cosa vuole fare di Roma, non le basta lo scempio cui è già sottoposta?
Personalmente ho già dato e ne scrivo, spero che siano molti gli uomini che sappiano vedere il diavolo dietro i suoi scarponi da viandante distratto. Amen

lunedì 21 settembre 2026

Sipari - l'urgenza è rimasta


Di mattina ti guardo anche se

da tempo non sei più
qui.
Mi muovo fra le pieghe di quel che
eravamo: il viso serio, le labbra ferme,
gli occhi abbassati.
Devo essere uno spettacolo curioso
per chi guarda libero dalla mia malattia
e incomprensibile.
Io Attraverso le scene della nostra vita
e c'è sempre qualcosa fuori posto;
metto gli oggetti del cuore
in modo diverso,
dispongo la curiosità d'esistere
in altra direzione.
Ma c'è sempre qualcosa fuori posto
uno spigolo, un grosso armadio,
una traccia,
un camuffamento mal riuscito,
un'urgenza crudele,
intromissioni tra un sipario e l'altro.
L'ultima scena è sempre vuota.



 

venerdì 4 settembre 2026

Per qualsiasi ragione e per una in particolare


Scrivere, già scrivere… una specie di modo connaturato 
da sempre in me.
Bambino e poi, via via, adolescente e giovane inquieto 
e distratto da troppe cose.
Scrivere. Per confrontarsi con se stessi, per piacere 
o per ripercorrere emozioni passate troppo velocemente.
Scrivere per scrivere? No, quello mai.
Scrivere semmai per ricordarsi di vivere, scrivere 
nella speranza che l’idea, il senso si fermino
anche solo per un attimo e si lascino accarezzare. 

giovedì 3 settembre 2026

La lettura


Dovete leggere giovani blogger, qui o meglio altrove (anche sull’ormai desueto cartaceo) dovete leggere. Non è detto che sia lì la vostra salvezza, la gangrena montante di cui quelli della mia età sentono il puzzo più di voi per un semplice fatto di anagrafe non è certo che vi risparmierà per il fatto di aver letto. Ma creperete più dignitosamente e non è cosa da poco.

martedì 1 settembre 2026

Il ritrovarsi


Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Il suo personale cerchio vitale girava attorno a lui e a quella casa... ma mancava una fotografia; lo aveva notato all'ingresso. Lei giovanissima in costume immersa nell'acqua bassa e trasparente di un mare amico. Tutto il resto era al suo posto ma la foto non era più appesa nel corridoio tra il bagno e la cucina. Sembrava un addio crudele. Naturalmente la chiamata alla realtà del sedersi a tavola arrivò nel momento meno opportuno ma lui si domandò cosa ci fosse di opportuno quella sera, quanti minuti si sarebbero potuti confrontare col desiderio di allora. Occhi chiari gli sorrise, un attimo ad attraversare lo spazio, una virgola e una sospensione. La sera era diventata ormai notte e il cibo era buonissimo. Riuscì a trovare posto a tutte le chiacchiere, le risa, i bicchieri e le posate: ogni cosa al suo posto sul tavolo e in questa vita. Lui perennemente estraneo.
- Guarda che sto male...dimmi che saremo insieme almeno in quell'altro modo. 
Scenografia perfetta, attori raffinati, sipari aperti e chiusi: il mare, la pesca, i ricordi...la sua morte era scritta in quel copione? Attendevano da venticinque anni il ritrovarsi. Occhi chiari non c'era, il resto sì, il cielo era sereno, la casa benevola, si alzò ed entrò in casa al momento giusto perchè nella sceneggiatura quella era una parte, che non prevista, non sarebbe mai stata pubblicata.

Lo sapeva benissimo. Non cercava nulla adesso, gli bastava frusciare tra i libri della madre e i dischi del padre, quanto tempo era passato? Tre o quattro decenni, tre o quattro vite o solo una, la sua, in attesa di una degna conclusione? 
Attraversando il corridoio la vide con la coda dell'occhio in cucina, proseguì e chiese con naturalezza del bagno. - Certo, è lì a destra, lo sai - gli si avvicinò e con aria complice gli fece cenno di seguirla. Aprì la porta dell'ultima stanza in fondo e gli mostrò la foto appesa sulla parete. - Eccola, guarda- Non riuscirono a dire altro. In due metri quadrati seguirono il loro destino perchè non c'era nient'altro da fare e fu lei a tirarlo verso di sè, a poggiare le sue labbra sulla sua bocca. Attendevano da venticinque anni il loro inizio e stringendosi l'uno sull'altra non desideravano altro che quel lunghissimo bacio: senza altro che il sogno segreto che avevano custodito per sempre. La notte infinita scivolava su di loro, la casa li guardava silenziosa.

domenica 30 agosto 2026

Le voci...quando diventano sussurri


I contatti non sono tutti uguali, alcuni ti restano appiccicati addosso.

Non sempre per un buon motivo, un motivo positivo magari per non essere riusciti subito a capire oppure per non aver capito mai.

Ci sono contatti che crescono in silenzio o con un gran chiasso di porte sbattute.
Contatti finiti, senza più spazio testimoni di un tentativo
di comunicazione fallito.
Ho eliminato da tempo i contatti "tanto per". Forse ho sbagliato, chi sono io per giudicare? L'ho fatto ugualmente seguendo il mio istinto e la mia esperienza qui.

Ho amato tutti i contatti all'inizio, le vostre vite che mi hanno sfiorato, certi segni appena accennati, il primo sorriso o la prima curiosità di conoscere.
Niente dura per sempre.

Certe voci sono semplicemente sparite, io le ricordo sapete...
alcune erano bellissime ma sono durate solo per una stagione breve.
Ma io ricordo Caterina, Valentina, Manuela, Patrizia, Angela ...Sileno, Pierluigi, Kabalino...

Non riesco a stare tranquillo, non so gestire le sparizioni, gli addii, mi domando cosa so fare.

In questo blog mostro solo i link che mi stanno ancora uncinati al cuore e all'intelletto, quelli dove quando leggo non so mai cosa dire. Ma è una buona cosa, una cosa piena di spazio e riconoscenza.
Voglio aggiungerne altri.

Ho ritrovato questo spezzone del 2009
- In bottega ho trovato la musica della mia generazione sessantottina, riveduta e corretta dagli umori della mia educazione di borghese siciliano; i lampi della mia infanzia magica e “rivoluzionaria” tesa tra Milano e la Sicilia, tra il risotto con lo zafferano e il couscous; le note dell’orchestra sinfonica della Scala e gli accordi impossibili della chitarra di Jimi Hendrix; le pagine lucide di Sciascia e i ciclostili del movimento studentesco del 1970; i canali d’acqua dolce della bassa padana tra le cascine dove arrivavo in bicicletta e questo mare arrogante e infinito dove ho scelto di posare i miei occhi da vecchio e il mio cuore di ragazzo; i miei compagni di liceo perduti per sempre e quelli dei miei figli che fanno lo stesso identico frullo di rondini che arrivano al nido, mi guardano a volte…ma non mi vedono; le ragazze, accidenti, sì le ragazze che sembrano cambiate ma a me paiono sempre sottilmente incomprensibili( ma è l’unico modo che conosco per amarle tutte); quella bambina in particolare che è divenuta grande lontana da me per dimostrarmi che tanto sono tutte minchiate l’amore il sesso l’etica, e mentre me lo dice a muso duro piange e mi carezza perché lei mi ama ma non basta.
Tra una porta e un sospiro, quando sto già pensando di aver visto tutto, di aver tutto chiarito, nella bottega entrano facendo un gran casino, la violenza e la febbre delle opinioni: da queste appunto vorrei fuggire ma esse mi inseguono, mi rincorrono dal marzo del 1972, dalla sera in cui lasciai il movimento alla Statale di Milano. E adesso sono qua, tutte, le vecchie e le nuove; quelle che sanno navigare solo sulla carta stampata e le altre nate da madri bioniche coi capezzoli pieni di bites. Io riesco a stare abbastanza male in entrambi casi e, comunque, della loro ignorante durezza ne ho piene le scatole. Più vi leggo più vi amo e mi allontano da voi: non per un malinteso senso di inconfessabile superiorità ma per una manifesta inadeguatezza di vivere tutte assieme le contraddizioni che in questi mesi mi avete rovesciato addosso col mio goloso assenso. Non riesco a capire come fate a scrivere così tanto, così spesso e con tanta fiducia in voi stessi; a me la nausea arriva a ondate e, in alcuni periodi, questo blog rimane solo un riflettersi nello specchio di cento soliloqui. Quando scrivevo su carta non accadeva, il rapporto col foglio e la penna era più carnale e forse più misurato, che mi sono stancato di me stesso lo avrei detto con più garbo.
Ma probabilmente la spiegazione, come spesso accade, è semplice: molti di voi sono certi, convinti, eroicamente sicuri di stare dalla parte del giusto, è una base di partenza invidiabile quasi quanto i 30 anni circa in media che ci separano anagraficamente. Solo questo però, poiché intellettualmente io sono molto più immaturo: basti vedere l’andamento di questo post da soggetto con i nervi a pezzi. E non sapete cosa vi aspetta in futuro.
Vado a leggervi, vi frego le pagine non potendo farlo con le vostre vite, le sfoglio, le annuso e non cercate di fregarmi perché sono vecchio e antipatico. Non ve lo vorrei dire ma spesso sorrido quando vi leggo e osservo la cura con cui disponete gli oggetti sul vostro posto nell’etere: disegni, filmati, rimandi…playlist che sono uno schiaffo generazionale terribile ad uno come me che ha speso un patrimonio per un amplificatore un lettore e due casse che però suonano in modo divino( ma le sento solo io).
Vado a leggervi quindi e chissà che non sparisca questo mal di vivere e l’inquietudine di cui è figlio.

Non cambio mai.

sabato 29 agosto 2026

E' stato per caso

Io non ho scelto nulla! Non posso arrogarmi scelte che non ho mai fatto: il caso, la vita, altre circostanze mi hanno costruito attorno un’esistenza complessa e multiforme. Io mi ci sono adagiato e adeguato finchè è stato possibile.

giovedì 27 agosto 2026

Al mare che ho conosciuto


E’ al mare che ho conosciuto che devo la mia vita,
al suo scintillio dorato lungo la spiaggia di Vendicari,
alla sua eco nel solitario e ventoso arco di sabbia di Capo isola delle Correnti
che devo il mio senso del tempo che mal si adatta ai ritmi sciocchi
di quest’altra vita.
Quel mare, il mare della mia terra non somiglia in nulla ai succedanei
che vedo dappertutto attorno a me:
stona in modo terribile con ciò che il mare ( anche quello siciliano) è diventato.
Non riesco sulle spiagge con migliaia di ombrelloni in fila
a leggere la metafisica della terra che abito e, senza di essa, io sono nulla,
non esisto. E non scrivo.

NELLA FOTO MARETTIMO ( isole Egadi)

mercoledì 26 agosto 2026

Un brivido


Non riuscirò mai a trasmettervi il brivido dolce e fermo della mia prima lettura di Svevo, il sogno un po’perverso e liquido del primo Dannunzio, la pienezza ferma e riflessiva di alcune novelle pirandelliane…
La mia Adriana Braggi che scopre l’eternità sulle soglie di una morte annunciata, il desiderio di vita che si accompagna alla fine del mio Pavese del 1967.
Nella penombra la luce si dispone in modo teatrale, regala un’apparenza diversa in base ad un gioco che, nuovo ogni volta, esalta o annulla quello che mi sembrava fondamentale un attimo prima.

Islam teocrazia e laicità ma è un discorso evitato


La società islamica ( diffusa ampiamente in vaste regioni del pianeta) è sovrapposta al dettato religioso, ne è palesemente una fisiologica emanazione; lo dicono i fatti, la storia, i numeri, il fatto che dovunque ci sia una comunità islamica si ripetono sempre le stesse dinamiche.
Gli stati islamici sono teocratici signori miei, basta leggere con un minimo d’attenzione le cronache degli ultimi decenni.

lunedì 24 agosto 2026

Blog- chat- blog- chat....fine di tutto


I blog non sono chat ma lo diventano spesso 
( sempre più spesso)
grazie ad una loro caratteristica volta al contrario:
i commenti.
Essi dovrebbero servire ad ampliare la comunicazione 
a sciogliere dubbi
o a crearne,
a migliorare comunque la qualità dei contatti.
SBAGLIATO!

sabato 22 agosto 2026

E' tutto già scritto...e detto

Il blog lo ripeto è già scritto, lo è stato da sempre, WordPress o Blogspot sono stati solo l’occasione, il mezzo per travasarci dentro tutta la parte di me che ci entrava, era scontato che tracimasse e rompesse i cabbasisi ai vicini… non sono un rompicoglioni, sono curioso e purtroppo so leggere e scrivere e lo sanno fare tutti gli altri me stesso che mi accompagnano. Non sono nemmeno così misurato e classico come faccio credere ( un po’ mi diverto) però non posso sfuggire né alla mia educazione familiare e sentimentale nè alle mie esperienze: ci provo talvolta ad accomodarmi in salotto (sono bravissimo anche in jeans e t-shirt) ma poi mi chiamano dalle altre stanze…

giovedì 20 agosto 2026

Ricciole


Non so dove comincia il mare e dove iniziano le donne
 e l’amore,
non so nemmeno se esistono confini così netti.
Uno dei ricordi più forti di quella stagione della mia vita era il senso di unitarietà.
Una meraviglia!
La vita, il sesso, il mare, certe sere a parlar di niente sotto le stelle…le stelle, un oceano di stelle
come le puoi vedere solo in luoghi poco abitati e con pochissima luce artificiale.
RICCIOLE è questo, io ero lì dentro, non chiudo mai 
la porta all’universo
spero sempre di potervi rientrare ogni volta che scappo 
da questa dimensione di vita.

mercoledì 19 agosto 2026

Punto zero


La Sicilia è fuori da tutto ciò che è Europa, progresso sociale ed economico, essa è esattamente al punto zero del 1860.
Ferma ad un disperato bisogno di strutture, denaro e prospettive lavorative: un carro fatiscente e grottesco trainato da un nord sempre più stanco di averci a che fare.Ma tutto questo autorizza uno pseudo scrittore ( Panella) a dire minchiate in TV a proposito del gene da stupratore dei siciliani? Si può lasciarlo fare sig Timperi?  E' lecito non intervenire avv. Bongiorno?

Dimorate oltre lo stretto ma siete sotto lo zero.



martedì 18 agosto 2026

Una metafora


Anzitutto l’isola non è un luogo soltanto “sfavorito”: 
anche ai tempi di Omero l’isola era una perfetta metafora dell’esistenza umana, il luogo ideale per costruire una narrazione o una magia.

ARIA



Con tutto quello che ho lasciato negli anni in rete su spazi diversi fra loro potrei vivere di rendita per molto tempo. Perchè no?
Copiare e incollare qui il materiale mio di altri mondi e altri tempi: compiacermene stoltamente e facilmente, dare un ritocchino qua ed uno là, dirmi non male, non male
finchè l’eco dei miei passi si perderebbe nello spazio vuoto della mia esistenza.

martedì 11 agosto 2026

Scie di comete


Gli altri amici che, come me hanno, la fortuna 
di risiedere oltre lo stretto, godono di consuetudini 
che annullano i “colpi al cuore” prima descritti.
Da fuori sembriamo solo più o meno invecchiati.
 Siamo altro?
Vito direbbe : “Mah”. Palma sarebbe sicura che sì, 
c’è dell’altro.
Cinzia direbbe che siamo fermi come scemi ai 20 anni.
Io dico che siamo scie di comete…una traccia la lasciamo sempre in questo cielo.
Spero ce ne sia un altro, un altro dove Tizzy 
sia ancora disposta a baciarmi e a insegnarmi a scrivere. Chi può dire cosa siamo veramente, quanto sia rimasto 
dei nostri cuori, delle nostre sorprese? 
Questo viaggio non vi darà nessuna certezza…
la vita in fondo è una magia.

venerdì 7 agosto 2026

Penelope


Penelope, l’inutilità che di mattina spaventa e immiserisce a sera ti cambia la prospettiva.
Vive in un tempo lunghissimo di cui solo pochi riescono a intravedere la schiena che l’altra faccia della vita dipana.
Io ho bisogno di luce e cantucci in attesa di spazi infiniti che ben conosco.

martedì 4 agosto 2026

Apolide


Adesso sto qua e in cento altri luoghi;
mi appartengono tutti e non ce n’è uno che non mi sfugga.
Ho visto girare il sole sul cortile della mia vita e 
non mi è piaciuto:
ma la luce di questo tramonto placido riesce ancora 
ad inebriarmi
una vera cittadinanza però non riesco a trovarla
o, forse, non mi basta questa isolana.
I siciliani stanno aggrappati orgogliosamente 
alle loro coste
ma guardano fuori
in un impossibile desiderio di comunione.

venerdì 31 luglio 2026

Idiota!


Nel silenzio placido delle cose familiari sentivo le innumerevoli ore
trascorse ad inseguire i miei sogni segreti.
Tutti quei libri di fronte a me sembravano un folto pubblico assiepato nell'arena della mia vita.
Essi avevano già chiaramente espresso la loro opinione:
ero certamente un idiota.

giovedì 30 luglio 2026

Una generazione veloce


In bilico sul filo del rasoio tra centinaia di generazioni “lente”
e questa mia stronza, maledetta e velocissima generazione da costruire
atteggiarsi rappresentava l’unico modo per sopravvivere,
l’unica maniera di prender tempo al tempo implacabile.
Questa è stata la mia generazione, i miei anni tra il 1966 e il 1970

lunedì 27 luglio 2026

Fare l'amore


Se ami non fai l’amore, ce l’hai dentro e lo tiri fuori, non ti vedi mentre lo fai e quindi non hai nessuna pruriginosa fantasia sessuale, non c’è sesso nell’amore ma solo sviluppi trascendentali di una nobiltà eterna che hai come patrimonio da spendere.
E lo spendi male, sempre.

sabato 25 luglio 2026

Onore e dignità


Per un siciliano è facilissimo isolarsi e volgere lo sguardo alle infinite fascinazioni che può scorgere verso il mare.
Solo una voluta e consapevole idea di Stato comune può mutare questo habitus mentale e spostare il baricentro verso il nord, oltre lo stretto.
Fuori dai denti, io ritengo che l’Italia del Nord dovrebbe ritenersi onorata di avere compreso nel suo territorio la Sicilia: solo una visione piccola e mediocre, culturalmente micragnosa, può guidare un atteggiamento tanto sdegnoso e superficiale verso la terra su cui sbarcò Giuseppe Garibaldi.

giovedì 23 luglio 2026

Borsellino in verità


Oggi molti chiedono la verità, alcuni la pretendono, 
io la conosco,
arrogantemente la conosco
ed essa mi mortifica ogni giorno come cittadino 
e come siciliano.
Borsellino come Falcone è stato assassinato perchè era 
un uomo onesto serio, preparato
e non propenso a patteggiamenti con la mafia.
Quindi pericolosissimo per cosa nostra e per tutto l'apparato statale che sottobanco
con essa faceva affari redditizi.

martedì 21 luglio 2026

Time out


Non l'ho voluta riconoscere,

forse per stizza o per
paura.
La clessidra è stata capovolta
qualche giorno fa.
Io l'ho capito ma non mi son detto
niente,
avevo bisogno di tempo.
Volevo tempo.
Mi manca il tempo per
dipanare la lana
a modo mio.
Ma di tempo ne avrò ancora
diverso da quell'altro però;
più rapido e cattivo ma ne avrò
ancora.
Non sarà facile usarlo
rotolerà via a scatti
ed io mi ferirò le mani
per tener fermi gli ingranaggi.
Quando la clessidra si è capovolta
ha fatto un tonfo dentro di me
e poi solo una breve
vertigine.
Scusami, ma è così che si diventa
vecchi.
Mi chiedi a quando, ti rispondo
presto.
Ti chiedo: come?

Sono bastati pochi click: è incredibile la facilità con cui puoi sparire da questo mondo comunicativo. Adesso il gioco è terminato e questo spazio finisce di essere un blog poichè ha ucciso la sua appendice relazionale. Time out

giovedì 16 luglio 2026

L'espressione geografica


L’espressione geografica resta un termine crudele e beffardo ma è vera! L’Italia è una lunga penisola proiettata dalle Alpi all’ Africa settentrionale, popolata da genti diversissime per storia costumi abitudini e clima; la diversità è riflessa nei secoli da stati e staterelli spesso in lotta tra loro, senza mai un vero anelito diffuso di nazionalità condivisa. La cosiddetta lotta per l’unità nazionale è stata sempre appannaggio di una ristretta elite culturale dagli anni delle prime guerre di indipendenza in poi. L’unità sarebbe più corretto chiamarla col suo vero nome: allargamento della struttura statale del Piemonte su tutto il resto del territorio. Non piacque nel 1870, non piace a nessuno nemmeno ora. Però è stata creata una storiografia-agiografia ad hoc perché da qualche parte si doveva pur cominciare, nel frattempo abbiamo attraversato guerre coloniali, lotta al banditismo ( i briganti guarda caso erano tutti meridionali) guerre mondiali, resistenze e una politica di così basso profilo da restare inebetiti Il nostro libro Cuore è un composè fantastico di gioia e dolore, poesia e bassezze indicibili, voli ed entusiasmi e divisioni radicate da secoli. Siamo ancora un’espressione geografica!
NELLA FOTO PALAZZO CARIGNANO A TORINO

lunedì 13 luglio 2026

I giardini segreti


Non sono molti ma esistono in questo oceano immenso e virtuale alcune isole sperdute, lontano da qualsiasi rotta. Sono i blog sconosciuti, pagine spesso di grande valore che vivono nel silenzio più assoluto.
Non li conosce nessuno? Oppure nessuno li commenta? Essi stanno lì con la mente e il cuore rivolto altrove. In quelle stanze non si verificano nessuna delle ridicole questioni che riempiono del loro chiasso la blogosfera. Non vige evidentemente la necessità di presenziare, è di nessuna importanza che siano lette o conosciute.
Un giorno spariranno...il web inconsapevole e distratto da cicalecci ben più corposi: io conosco la rotta per giungere ad alcune di esse. Non sono poi così sicuro che comunicarvene l'esistenza sia un bene per quei luoghi. Ciao Daniela, Elisa, Pierluigi, Luna e Patrizia. Io ho imparato molto da voi.

venerdì 3 luglio 2026

l'ombra del silenzio


Qui o altrove le sillabe separate le une dalle altre in una scansione crudele gridano il loro bisogno disperato di tornare alla loro unità originaria: perfetta e unica. Senza sbavature, senza una dimensione temporale definita, le parole e le cose si raggrumano nella realtà, nell’ indecifrabile perfezione dell’imperfetto, io lo guardo, lo respiro e lo scrivo. Questo mi uccide, questo è appunto l’ombra del silenzio per il quale non c’è descrizione possibile.

Dedicato a Laura ( l'eco del vento)

martedì 30 giugno 2026

Gemelli

Ho sempre vissuto male lo sdoppiamento mentale tra le mie due anime
(e non mi venite a dire che si capisce che sono dei Gemelli): quella lirica, lontana dal mondo in cui sono nato, balcone privilegiato su quell’altra in cui, invece, mi agito e mi incazzo, fatta di uomini e donne, di azioni e di strade che passano sotto i balconi delle idee e se ne fregano di sporcarsi e mischiarsi pur di riuscire a diventare vita.

lunedì 29 giugno 2026

Il fardello

Quando 9 anni fa riflettevo al fardello dei miei 60 anni trascorsi tra l’infanzia nell’isola, il 68 adolescenziale e durissimo a Milano e la maturità fra le braccia e il cuore del sud, accidenti, mi dicevo senza modestia, è un tesoro inestinguibile. E cominciai a scrivere.

giovedì 25 giugno 2026


E’ passato del tempo, abbastanza da credere che sia sufficiente, era ventiquattro anni fa.
Se tu mi avessi scritto allora io ti avrei risposto come faccio oggi: non siamo amici e non ci diciamo grazie, prego …non c’è di che... però so che darti una poesia ha un senso. Quello che tu immagini, quello serio, assolutamente scevro di secondi o terzi fini.
Ma la musica? Quella almeno godiamocela in privato, fuori dal coro come dici tu, giacchè sul palcoscenico saremmo coperti di invidie e malintesi velenosi: meglio dirtelo qui che il violino solista ha un’assoluta e scandalosa percezione degli altri strumenti e non intorbiderà mai le acque.

Enzo Rasi

martedì 23 giugno 2026

Addio Mamma


Pochi giorni fa Enzo ha definitivamente voltato pagina: non è stato merito suo, egli è troppo discontinuo e nervoso per prendere con lucidità certe decisioni.
Enzo adesso è solo,  non è più figlio di alcuno, sua madre ha lasciato questo mondo e questa dimensione di vita. Era un punto di riferimento intellettuale fondamentale, una presenza continua. Enzo adesso è solo in un modo nuovo e mai provato prima.
Non ho più alcuna voglia di combattere contro i fantasmi del web, credo che niente e nessuno possa farmi male ormai, quindi da oggi nessuna moderazione e nessun filtro. Penso di meritarmelo. Buon proseguimento a tutti.


sabato 20 giugno 2026

Maggiorenni ogni volta


Ogni estate diventiamo maggiorenni ed è una sensazione indimenticabile,
sgusciamo fra i nostri errori e le nostre vittorie, ce le rimiriamo e facciamo finta di credere che sia per sempre, condividerle con gli altri è una fede.

giovedì 18 giugno 2026

Amante


Non è vero che i maschi s’innamorano della madre e la cercano poi per tutta la vita nelle altre donne; dopo venti minuti io ero perdutamente innamorato della giovane pianista che tirava fuori dallo strumento l’anima e la spiegazione delle cose…
alla fine del concerto compresi che non avrei mai rinunciato alla musica come amante.

venerdì 5 giugno 2026

Compleanno


Ho visto girare il sole sul cortile della mia vita e non mi è piaciuto: ma la luce di questo tramonto placido riesce ancora ad inebriarmi.
Una vera cittadinanza però non riesco a trovarla o, forse, non mi basta questa isolana.
I siciliani stanno aggrappati orgogliosamente alle loro coste ma guardano fuori in un impossibile desiderio di comunione.
Oggi mi deve bastare il mio riflesso sulla vetrina del negozio in via Libertà: a lui confesso la mia incredulità, li ho compiuti davvero!
E’ bastato distrarsi un attimo, una piccola svista e l’anno in più è già qui…e io non sono preparato. Non lo sono stato mai.
In foto il blogger a circa un anno d'età

giovedì 4 giugno 2026

Un nuovo giro di sole


Oltre un certo limite la vita acquista un sapore diverso e più ampio, si ridefiniscono i contorni del senso di vivere e della gioia che è insita in esso, anche le parole sono diverse e suonano un’armonia che è giusto incontrare lungo il proprio percorso.
Adesso che l’estate pian piano fiorisce e la sua essenza permane sempre più forte come l’impressione di una parola inespressa, adesso che il tempo seguirà percorsi più lenti, adesso è l’ora di sedersi a guardare il nuovo giro del sole.

martedì 2 giugno 2026

Rimango italiano


Ho letto in questi giorni in molti siti la citazione di ampi stralci del discorso di Calamandrei ai giovani della società umanitaria di Milano nel gennaio del 1955; le sue frasi sono state sbandierate come un vessillo vincente e inoppugnabile di prosperità e futuro partendo dalla base storica dei fatti della Resistenza cui mezza Italia non partecipò.
Ecco io sono stanco di discorsi memorabili, di contorsioni storiche per adeguare il proposito enunciato alla sua mancata attuazione.
Sono stanco di questo paese e di molti suoi orpelli (anche la blogosfera lo sta diventando) 
sono stufo e nauseato anche di aver scritto quello che state leggendo.
Io non ho praticamente più nulla cui attaccarmi ma non so come, rimango italiano: così come leggete, senza una vera speranza, con una tastiera, la lingua che conosco e tutto il resto.

giovedì 28 maggio 2026

Contro


Il genere umano come qualsiasi altro genere vivente su questo apparentemente unico pianeta in cui viviamo ha un solo stimolo ancestrale: sopravvivere e procreare per sopravvivere. Tutto il resto, ma proprio tutto, viene dopo:  anche le filosofie esistenziali e religiose, anche la metafisica del piacere  e del sesso, anche la scrittura, l'arte... l'immaginazione. 
Nel genere umano le femmine procreano, non sono previste alternative, possiamo girarci attorno per secoli ma un maschio non può portare nuova vita in grembo. Una femmina da sola idem. La natura, non Dio o un partito politico lo hanno stabilito: pensare o progettare vie diverse sfruttando le conoscenze che il cervello umano può  avere, pretendere di creare vita secondo un concetto di omosessualità è contronatura. Il significato della parola non è equivocabile, se qualcuno vuol dargli un carattere etico o di discriminazione non è affar mio.

Io dico che la via da seguire è quella atavica che prevede un coito, una gravidanza, un parto e la cura della prole.

Tutte le strade che prevedano unioni tra persone dello stesso sesso, diffusione di tali pratiche ponendole sullo stesso piano di quelle eterosessuali, annullamento del concetto di identità paterna e materna, gravidanze surrogate, compravendita di seme e di ovuli le ritengo nella migliore delle ipotesi aberranti. 
Chi per sua indole è attratto dal suo medesimo sesso non va giudicato, annientato o criminalizzato; gli si devono dare garanzie di vita civile ed economica corrette. Non gli si deve negare una vita di coppia e di relazione, non gli si può proibire di ereditare o lasciare eredità, di poter godere di aiuti pensionistici dal compagno/a, non è giusto insomma metterlo all'indice e pensare di poter penetrare nel suo immaginario erotico. Ma non lo si può considerare adeguato a costruire famiglia, a educare figli in un contesto omosessuale quotidiano-
Non si può con superficialità considerare normale o addirittura dovuta una gravidanza surrogata, l'uso del corpo femminile come un'incubatrice noleggiata, il prodotto del concepimento come un'operazione di marketing o la scelta di un'auto come in una concessionaria dove si  decide il colore e la tappezzeria dell'acquisto. Chi per decenni ha lottato duramente per la liberazione femminile non può pensare di fare passare tali pratiche per qualcosa di diverso da mercimonio o prostituzione di altissimo rango! Questo,  esattamente questo è contronatura e contrario alle mie opinioni.

sabato 23 maggio 2026

Il capitare dei gesti


Ho sospeso molte mie pagine per una crisi di “snobismo culturale”; quando ritroverò la sciocca pretesa di farmi capire dagli altri riaprirò le danze. Perchè, tu lo sai, danzare mi piace moltissimo, è connaturato al mio spirito e non potrei farne a meno; questo è il motivo del mio scrivere, un limbo preciso e solitario, conficcato dentro l’epistolario fra noi e il nostro sogno. Sei rimasta la custode del mio tempo sulle righe, l’unica che legge senza guardare ed osserva la mia consapevolezza immobile. Chiedo di te ai simulacri del ricordo ed invece dovrei farlo direttamente con una ragazza che, studiando, si è nascosta dentro il suo involucro di crisalide. Ti vedo bellissima camminare fra le nuvole di cui conosci senz’altro l’essenza e, talvolta, l’amarezza. La tua storia, quella che solo tu puoi raccontare, la scriverai quando sarai tornata una bambina lontana e non la donna inquieta di oggi. Vorrei essere ancora in vita per poterla leggere: forse avrei anche l’ardire di correggerla per poi riderne assieme. Forse potrei goderne pensando che in essa c’è anche una parte di me come sempre accade agli intelletti che s’incontrano. Ho sempre un giorno prossimo davanti, sarà uno di quelli da leoni, me lo ha detto una stella ieri sera ed io le ho creduto. Il capitare dei gesti non è cosa da poco, accade poi che diventi il tuo gesto, diventi la traccia che non conosci , il passo che non vedi e che lasci quando ti affidi all’ora che ti riporta a casa e chiudi la porta su quel che non sai.

mercoledì 13 maggio 2026

About


Ero magro come un grissino, il viso pieno di lentiggini come zia Marianna, rossiccio di pelo e gli occhi cerulei sempre un po’ persi altrove. Cominciavo a tenere la penna in mano e non sapevo dove mi avrebbe portato. Anche oggi immagino, sogno ad occhi aperti, poi scrivo, cerco di trasportare la metafisica sul fisico della pagina bianca. Immagino infine la vostra lettura e, in mancanza di commenti, questa operazione torna ad essere metafisica. Questa è la scrittura: un volo immaginario. 
Questo sono io, l’immagine di un racconto non terminato.

martedì 28 aprile 2026

Un altro tipo di fascismo


Affermare e chiedere l’alternativa, l’autocritica, scelte diverse, democrazia e libertà di pensiero
pian piano diventò nel 1970 solo un’affermazione “di merito” sciatta e senza vita.
Insomma il fascismo di cui ci riempivamo la bocca nelle assemblee e nei cortei
e la violenza che dicevamo di voler combattere
noi l’applicammo in toto nel nostro modo di agire.

sabato 25 aprile 2026

VIA FESTA DEL PERDONO


Via Festa del Perdono è una strada che fronteggia la facciata dell'università Statale di Milano; in pieno centro, a breve distanza da Piazza Duomo e dalla Galleria. Via Festa del Perdono è stata per 3 anni la mia casa, poi nel 1973 sono emigrato. E' anche il luogo della nascita del mio sogno sociale più grande e del suo più feroce ridimensionamento.


Dimmi che non è stato poi
male,
non tanto, per noi che abbiamo
sconfessato le regole
del gioco.
Conficcami nel cuore il chiodo
del mio eskimo
fai che il mio sangue fluisca
al ritmo dei miei capelli che
ondeggiano lungo la
strada.
Giurami che averci provato
basta a ricordarci
che fummo vivi
e sbagliati.
Chiudimi gli occhi
apri il mio sguardo
al ghigno beffardo di
non esserci riusciti.
Io ben ricordo l’ideologia
Il bisturi affilato che
separò le scene della mia
vita
e tu dimmi che non è stato poi
male.

lunedì 13 aprile 2026

Un volo


Immagino poi scrivo, 
cerco di trasportare la metafisica sul fisico 
della pagina bianca. 
Immagino poi la vostra lettura e,
 in mancanza di commenti, 
questa operazione torna ad essere metafisica.
Questa è la scrittura: un volo immaginario.

sabato 11 aprile 2026

Blogger


Quando scrivo per un attimo non sono un blogger, sono solo Enzo che scrive su una pagina elettronica: nessun proposito, nessun progetto, niente di niente scrittura e basta così come l’ho dentro. E’ il dopo che cambia le carte in tavola, è il colloquio con l’esterno che modifica il mio senso di scrittura; può essere un appiglio ma a volte è una forzatura, un deviazione dal senso iniziale che avevo in testa e non sempre è proficuo

venerdì 3 aprile 2026

Venerdi santo, JHS – Deja vu del Golgota


La figura del Cristo è un fenomenale paradigma dell’umano, della sua gloria e della sua abissale oscurità. Le domande sono troppe, sulle risposte posso solo dire che non avere alcuna fede è una fede! Nel periodo tra il X e il XIV secolo questa parte di mondo che aveva ereditato il messaggio cristiano lo viveva come unica soluzione all’oscurità di vivere e lo interpretava con una zelante crudeltà che solo l’uomo , non Dio, poteva avere; i roghi su cui ardevano gli uomini e le idee difformi dalla versione ufficiale erano la manifestazione di un cristianesimo “satanico” in cui non c’era spazio per il cielo ma solo per una sua specifica interpretazione.
Questo oggi è il tempo di una fede assoluta nel relativismo dettato e mostrato in tutte le sue forme e molte di esse sono accattivanti, non hanno inizialmente l’aspetto di un rogo ma arderanno, oh se arderanno: ci carbonizzeranno.

lunedì 30 marzo 2026

Casa Professa

 


Poi scrissi scendendo a patti con tutte le illusioni… 

Fosse per me sarei ancora con fogli di carta e una penna in mano: nessuna tastiera e nessuno schermo se non il riflesso dei miei occhiali. Starei ancora in attesa di un’idea masticando pensieri un rigo dopo l’altro, con pigrizia, immaginando la vita come non è quasi mai e guardandola con lieta cupidigia quando ti passa accanto e ti lascia attonito davanti a tanta bellezza. Fosse per me sarei rimasto in questa città a metà strada fra l’Africa e L’Europa a domandarmi da che parte stare in un gioco sottile mai risolto. In fondo non mi dispiace camminare tra chiese barocche e cupole arabe, uno come me difficilmente troverà un posto fisso dove stare e digerire tutti i compromessi necessari per dire “ Qui mi va bene”.

sabato 28 marzo 2026

Riflettendo su Maiorana

 


Avevo un voto bassissimo in matematica a scuola ed uno altissimo in italiano. Ho trascorso tutta la vita ad inseguire i numeri di cui ero perdutamente innamorato.

"Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C'è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galilei e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di questi" - E. Fermi

giovedì 26 marzo 2026

Opinioni


Questo non è un blog d'opinione, che significato ha questo termine? Io ho un'opinione, l'ho su molte cose ma non faccio opinione! Non pretendo di farla, me la studio, la vivo e la analizzo. Non la vendo ma la difendo aprioristicamente se essa viene attaccata gratuitamente, l'ideologia di altri non può valere più della mia per partito preso. Avere una opinione, scriverla in rete significa nella gran parte dei casi suicidarsi per contatti e audience; nei blog decenti da un punto di vista letterario l'opinione è
UNICA, una dittatura del pensiero che nasce da molto lontano, dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla egemonia ideologica della sinistra che pretese di fondare questo straccio di Repubblica delle banane su una guerra civile. Ma io per fortuna ho superato da tempo l'imbarazzo di dover piacere per forza a qualcuno, di dover cinguettare su testi e concetti falsi e vuoti. Guardatevi attorno...prati immensi pieni di margheritine da cogliere per farne deliziosi mazzi come cadeux alla blogger o la blogger di turno - ma sei bravissimo, quanta poesia. l'umanità dolente, i buoni di qua i cattivi di là,  l'elite intellettuale, il nuovo mondo, il nuovo sesso, le donne sempre una spanna  più su, i clandestini uber alless, il mondo arabo e gli schifosi occidentali - Un vortice di colori stupendi e voi/noi lì dentro a gorgheggiare l'unico canto che non ci lasci isolati!

I prossimi post sono dedicati alle mie opinioni così a scanso di equivoci chi legge sa con chi ha a che fare. E' utile, onesto, per certi versi proficuo ( se ci si confronta con teste pensanti) e soprattutto liberatorio.
Da quando scrivo in rete ho contatti speciali con blogger che ritengo abbiano opinioni molto diverse dalle mie se non contrastanti; ho ben capito che esprimere con chiarezza le proprie idee in aperto contrasto con quelle di tendenza nell'ambiente frequentato ti espone a un isolamento mediatico potente e progressivo. Devo francamente confessare due cose: la prima è che chi è in asse con le mie opinioni mediaticamente e culturalmente è spesso una nullità mentre dalla riva opposta ci sono fior di esecutori. La seconda è che non mi importa dell'isolamento io non faccio compravendita di contatti e non sono disponibile a compromessi a qualunque costo. 
Io sono un uomo libero sarà questo che vi disturba.

mercoledì 25 marzo 2026

Prima e dopo


Non ero partito così. Mi piaceva lo scambio, il mezzo, la gente, veder fluire le idee, conoscere anime.
Mi piaceva ma non sono cieco o sordo e non ho mandato il cervello in ferie.
Mi sono reso conto a poco a poco che questa dimensione virtuale era il succedaneo di quella reale, peggiorata da molti fattori.
Ho cominciato a dirlo, a scriverlo….senza peli sulla lingua perchè non ne ho e molti in rete invece li hanno, e sono peli lunghi.

martedì 24 marzo 2026

N. Civico 28


La domanda non aveva mai avuto risposta degna, era in ascolto come allora, come sempre. Era solo in quell’abisso, solo in quella casa, solo in quella vita. L’unica che aveva o si era costruito. Si stava concependo come un’ombra, una sorta di suicidio scontato senza spettatori. Non sopportava più gli inviti ad equilibrio, compostezza, misura, solidarietà, civiltà…amore. Gli avevano spiegato il meccanismo infinite volte ma era tardi, troppo tardi: nessun interlocutore, nessuna analisi, nessuna comprensione, salotto vuoto, corridoio spento, cucina vuota, il suo nido abbandonato per sempre al numero civico 28. Alzarsi e scivolare in silenzio tra la sua vita, guidare la sua ombra fino all’uscio era il consueto automatismo, funzionava benissimo: abbassare la maniglia, infilare la chiave nella toppa, girarla per tre volte, girarsi. Scendere le scale. La fuga era iniziata.