Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Il suo personale cerchio vitale girava attorno a lui e a quella casa... ma mancava una fotografia; lo aveva notato all'ingresso. Lei giovanissima in costume immersa nell'acqua bassa e trasparente di un mare amico. Tutto il resto era al suo posto ma la foto non era più appesa nel corridoio tra il bagno e la cucina. Sembrava un addio crudele. Naturalmente la chiamata alla realtà del sedersi a tavola arrivò nel momento meno opportuno ma lui si domandò cosa ci fosse di opportuno quella sera, quanti minuti si sarebbero potuti confrontare col desiderio di allora. Occhi chiari gli sorrise, un attimo ad attraversare lo spazio, una virgola e una sospensione. La sera era diventata ormai notte e il cibo era buonissimo. Riuscì a trovare posto a tutte le chiacchiere, le risa, i bicchieri e le posate: ogni cosa al suo posto sul tavolo e in questa vita. Lui perennemente estraneo.
- Guarda che sto male...dimmi che saremo insieme almeno in quell'altro modo.
Scenografia perfetta, attori raffinati, sipari aperti e chiusi: il mare, la pesca, i ricordi...la sua morte era scritta in quel copione? Attendevano da venticinque anni il ritrovarsi. Occhi chiari non c'era, il resto sì, il cielo era sereno, la casa benevola, si alzò ed entrò in casa al momento giusto perchè nella sceneggiatura quella era una parte, che non prevista, non sarebbe mai stata pubblicata.
Lo sapeva benissimo. Non cercava nulla adesso, gli bastava frusciare tra i libri della madre e i dischi del padre, quanto tempo era passato? Tre o quattro decenni, tre o quattro vite o solo una, la sua, in attesa di una degna conclusione?
Lo sapeva benissimo. Non cercava nulla adesso, gli bastava frusciare tra i libri della madre e i dischi del padre, quanto tempo era passato? Tre o quattro decenni, tre o quattro vite o solo una, la sua, in attesa di una degna conclusione?
Attraversando il corridoio la vide con la coda dell'occhio in cucina, proseguì e chiese con naturalezza del bagno. - Certo, è lì a destra, lo sai - gli si avvicinò e con aria complice gli fece cenno di seguirla. Aprì la porta dell'ultima stanza in fondo e gli mostrò la foto appesa sulla parete. - Eccola, guarda- Non riuscirono a dire altro. In due metri quadrati seguirono il loro destino perchè non c'era nient'altro da fare e fu lei a tirarlo verso di sè, a poggiare le sue labbra sulla sua bocca. Attendevano da venticinque anni il loro inizio e stringendosi l'uno sull'altra non desideravano altro che quel lunghissimo bacio: senza altro che il sogno segreto che avevano custodito per sempre. La notte infinita scivolava su di loro, la casa li guardava silenziosa.

Nessun commento:
Posta un commento
Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.