da sempre in me.
Bambino e poi, via via, adolescente e giovane inquieto
e distratto da troppe cose.
Scrivere. Per confrontarsi con se stessi, per piacere
o per ripercorrere emozioni passate troppo velocemente.
Scrivere per scrivere? No, quello mai.
Scrivere semmai per ricordarsi di vivere, scrivere
nella speranza che l’idea, il senso si fermino
anche solo per un attimo e si lascino accarezzare.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.