martedì 30 giugno 2026

Gemelli

Ho sempre vissuto male lo sdoppiamento mentale tra le mie due anime
(e non mi venite a dire che si capisce che sono dei Gemelli): quella lirica, lontana dal mondo in cui sono nato, balcone privilegiato su quell’altra in cui, invece, mi agito e mi incazzo, fatta di uomini e donne, di azioni e di strade che passano sotto i balconi delle idee e se ne fregano di sporcarsi e mischiarsi pur di riuscire a diventare vita.

lunedì 29 giugno 2026

Il fardello

Quando 9 anni fa riflettevo al fardello dei miei 60 anni trascorsi tra l’infanzia nell’isola, il 68 adolescenziale e durissimo a Milano e la maturità fra le braccia e il cuore del sud, accidenti, mi dicevo senza modestia, è un tesoro inestinguibile. E cominciai a scrivere.

giovedì 25 giugno 2026


E’ passato del tempo, abbastanza da credere che sia sufficiente, era ventiquattro anni fa.
Se tu mi avessi scritto allora io ti avrei risposto come faccio oggi: non siamo amici e non ci diciamo grazie, prego …non c’è di che... però so che darti una poesia ha un senso. Quello che tu immagini, quello serio, assolutamente scevro di secondi o terzi fini.
Ma la musica? Quella almeno godiamocela in privato, fuori dal coro come dici tu, giacchè sul palcoscenico saremmo coperti di invidie e malintesi velenosi: meglio dirtelo qui che il violino solista ha un’assoluta e scandalosa percezione degli altri strumenti e non intorbiderà mai le acque.

Enzo Rasi

martedì 23 giugno 2026

Addio Mamma


Pochi giorni fa Enzo ha definitivamente voltato pagina: non è stato merito suo, egli è troppo discontinuo e nervoso per prendere con lucidità certe decisioni.
Enzo adesso è solo,  non è più figlio di alcuno, sua madre ha lasciato questo mondo e questa dimensione di vita. Era un punto di riferimento intellettuale fondamentale, una presenza continua. Enzo adesso è solo in un modo nuovo e mai provato prima.
Non ho più alcuna voglia di combattere contro i fantasmi del web, credo che niente e nessuno possa farmi male ormai, quindi da oggi nessuna moderazione e nessun filtro. Penso di meritarmelo. Buon proseguimento a tutti.


sabato 20 giugno 2026

Maggiorenni ogni volta


Ogni estate diventiamo maggiorenni ed è una sensazione indimenticabile,
sgusciamo fra i nostri errori e le nostre vittorie, ce le rimiriamo e facciamo finta di credere che sia per sempre, condividerle con gli altri è una fede.

giovedì 18 giugno 2026

Amante


Non è vero che i maschi s’innamorano della madre e la cercano poi per tutta la vita nelle altre donne; dopo venti minuti io ero perdutamente innamorato della giovane pianista che tirava fuori dallo strumento l’anima e la spiegazione delle cose…
alla fine del concerto compresi che non avrei mai rinunciato alla musica come amante.

venerdì 5 giugno 2026

Compleanno


Ho visto girare il sole sul cortile della mia vita e non mi è piaciuto: ma la luce di questo tramonto placido riesce ancora ad inebriarmi.
Una vera cittadinanza però non riesco a trovarla o, forse, non mi basta questa isolana.
I siciliani stanno aggrappati orgogliosamente alle loro coste ma guardano fuori in un impossibile desiderio di comunione.
Oggi mi deve bastare il mio riflesso sulla vetrina del negozio in via Libertà: a lui confesso la mia incredulità, li ho compiuti davvero!
E’ bastato distrarsi un attimo, una piccola svista e l’anno in più è già qui…e io non sono preparato. Non lo sono stato mai.
In foto il blogger a circa un anno d'età

giovedì 4 giugno 2026

Un nuovo giro di sole


Oltre un certo limite la vita acquista un sapore diverso e più ampio, si ridefiniscono i contorni del senso di vivere e della gioia che è insita in esso, anche le parole sono diverse e suonano un’armonia che è giusto incontrare lungo il proprio percorso.
Adesso che l’estate pian piano fiorisce e la sua essenza permane sempre più forte come l’impressione di una parola inespressa, adesso che il tempo seguirà percorsi più lenti, adesso è l’ora di sedersi a guardare il nuovo giro del sole.

martedì 2 giugno 2026

Rimango italiano


Ho letto in questi giorni in molti siti la citazione di ampi stralci del discorso di Calamandrei ai giovani della società umanitaria di Milano nel gennaio del 1955; le sue frasi sono state sbandierate come un vessillo vincente e inoppugnabile di prosperità e futuro partendo dalla base storica dei fatti della Resistenza cui mezza Italia non partecipò.
Ecco io sono stanco di discorsi memorabili, di contorsioni storiche per adeguare il proposito enunciato alla sua mancata attuazione.
Sono stanco di questo paese e di molti suoi orpelli (anche la blogosfera lo sta diventando) 
sono stufo e nauseato anche di aver scritto quello che state leggendo.
Io non ho praticamente più nulla cui attaccarmi ma non so come, rimango italiano: così come leggete, senza una vera speranza, con una tastiera, la lingua che conosco e tutto il resto.