Il fatto che io senta con chiarezza che ciò che scrivo
si perda per strada appena lo batto sulla tastiera
non è un vezzo da piacione del cavolo: io sento che è così.
Arriva poco dell'universo che mi gira dentro
e, in genere, solo la parte più scomoda e conflittuale.
Per dirla in altro modo, arriva solo la mia componente snob, critica,
quella che mi fa apparire un arrogante ante litteram
arrivato non si sa come in un ambiente di gente tranquilla e "normale".
Se fosse diversamente la blogosfera, me compreso, sarebbe un eden salvifico
in cui ognuno potrebbe liberarsi e migliorare.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.