Da un certo punto in poi non c’è ritorno, almeno non c’è alternativa esistenziale:
devi accontentarti, se ce la fai, di scappatoie filosofiche,
ectoplasmi del tuo pensiero in forma di deja-vu che fanno più male del presente.
Io ho trascorso la mia vita litigando continuamente col mio pilota automatico.
Ho anche preso una licenza di volo
e l’ho sbandierata come viatico per una rotta sicura e felice
mentre il pilota automatico si faceva beffe di me…
adesso mi guarda con un ghigno a braccia conserte.
L’aereo vola in apparente calma,
niente e nessuno sembra poter interferire sul viaggio,
ma se guardo fuori dai finestrini di questo Blog
il paesaggio
è quello di rovine a perdita d’occhio.
Anche volendo riaffidare il comando alla parte più libera e selvaggia di me
potrei al massimo trovare una piccola radura tra i sassi, atterrarci,
accendere un fuoco e guardarmi attorno
per scoprire da dove arriverà la fine.

Nessun commento:
Posta un commento
Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.