La pagina deve essere bianca e il segno scuro. L'idea deve contenere un sogno che sconfini nella passione, la memoria deve avere il coraggio di esistere. Il blogger deve credere di possedere la scrittura: solo così i segni sulla pagina vivranno più a lungo di lui.
giovedì 28 marzo 2024
A MARGINE.
A margine
Sto qui sul confine tra lettura e comprensione
privata.
Non è detto che la visione dal margine sia
meno profonda.
Da dove viene la musica sottile che hai lasciato
sull’uscio della tua scrittura?
L’immagine , la stanza
la tenda,
la vita
non sono lì per caso.
Non traduci
non traduco
i margini son fatti
per sfiorarsi,
gli alfabeti sono andati altrove
qui solo emozioni.
mercoledì 20 marzo 2024
Siamo stati una generazione sui generis: in bilico su uno spartiacque affilato. Tutto quello che aveva impiegato secoli per mutare in tutti i campi adesso arrivava con una progressione stupefacente.
Non eravamo preparati, in tutti i sensi, l’unico mezzo per sopravvivere era assumere l’atteggiamento spocchioso e arrogante che tanto ci rendeva lontani da chi ci aveva preceduto. Era solo una recita: costruita ad arte e pasciuta nel tempo da una autoreferenzialità grandissima. Avemmo tutto, distruggemmo tutto con sublime superficialità. Tirammo su le gonne alle ragazze, avemmo il permesso di scoprire con grande facilità il loro nido segreto e loro ci ricambiarono con la monarchia assoluta della gestione del loro corpo e della loro vita, non ci conveniva ma prendere o lasciare. Prendemmo. Spazzammo via senza esitazione secoli di etica, società, convenienze sociali e religiose, un revisionismo profondo e crudele, cinico e in fondo falso, avemmo tutto e da questa situazione traemmo la convinzione sciagurata di avere diritto a tutto. Non ci è restato niente!
Questo è un post scritto sulla via del rimpianto, poi le note sfumano ma io resto a ciondolare col capo e a muovere le gambe al ritmo che in realtà ho dentro. Va bene così, J can't get no satisfaction.
giovedì 14 marzo 2024
Ti ricordi di me, Pieralvise?
Io non dimentico quella mattina di maggio quando mi accompagnasti dentro il conservatorio G. Verdi di Milano. Poi ti sedesti al piano e abbiamo parlato a lungo senza aprir bocca.
Eri pieno di luce, il viso rivolto verso l’alto mentre le mani lunghissime e bianche sfioravano la tastiera. Sorridevi e la musica… Dio mio, la musica ci attraversò per sempre, bella come non l’ho mai più udita. Ma una volta può riempire un’intera esistenza. Una volta chiude parentesi che sospirano una fine dignitosa, completa il sogno in un attimo breve. E scompare lasciandoti solo la scia della nostra eternità.
domenica 10 marzo 2024
mercoledì 6 marzo 2024
Appartengo ad altro
Le mie fibre tessute altrove
Mi esclude da qui il mio resto
antico
Appartengo alle suppellettili
scomparse della casa di mia nonna
A quelle scale di paese
All’odore d’ombra
mentre fuori impazza il sole
Appartengo a un sogno
spezzato
A un ricordo malinconico e feroce
Appartengo allo sguardo complice
di mia madre
alla sintassi che mi insegnò
bambino
Alle rondini d’estate in terrazza
sul profilo del mare
Al silenzio dello scirocco appartengo
Ai suoi mille motivi
Alla sua consapevolezza in ritardo
Appartengo per diventare apolide
oggi
estraneo domani
Appartengo alle note di un pianoforte
in salotto
ai solchi di un disco
in camera mia
Anche tenendo saldi in mano
I fili di un tempo andato
La mia appartenenza
mi ha escluso definitivamente
Non vi appartengo
e non mi basto più.
sabato 2 marzo 2024
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