sabato 28 settembre 2024

C'era il caldo di fine estate, quello di una sera che recita le solite litanie di fine stagione. Ogni volta sono sempre di meno, devi trovarci un senso diverso magari rinforzandole con i ricordi di quelle trascorse. Ma fa male...almeno un po'. 

Conosceva quella casa all'ultimo piano e la grande terrazza col panorama verso il mare e le stelle. Si, la conosceva bene anche se talvolta si era camuffato da viandante distratto. Conosceva le intime fibre di quelle pareti, adesso muovendo i suoi passi in corridoio le voci e i volti ricomparivano tutti ad uno ad uno. Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Non aveva particolari ritrosie per la socialità, dipendeva dal momento e dal luogo, che fossero un palcoscenico adeguato alla recita che egli proponeva. Ma gli altri lo sapevano? Gente così nè bene nè male ma anche lui in fondo era allo stesso modo. Fuori perchè nell'intimo c'era un abisso profondo e sconosciuto ai più, lui lo aveva difeso sempre a denti stretti. Sul divano in sala da pranzo stava seduta la signora, anziana ma non troppo: la rivedeva come l'ultima volta con quel suo sorriso aperto e il piacere di rivederlo che mostrava ogni volta. Risentiva la sua voce e i discorsi tra loro: parlava con lei ma nel cuore c'era l'altra donna e stimando un improprio eccessivo l'avvicinarsi a quella riempiva con la madre il colloquio di metafore e attenzioni. La signora avrebbe compreso? 
Certamente sì ma ormai era tardi anche per quello: due sole interlocutrici ed una era morta da qualche anno. Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Poggiato sul muretto della terrazza guardava quella parte di città perdersi nel buio della sera, il confine della costa era segnato dalla lunga fila di fanali lungo il litorale. Il mare oscuro sconfinato dentro la terra indefinita, una metafora perfetta. Poteva usarla ancora, anche lì anche in quel momento mentre qualcuno degli invitati parlava con lui ed egli conversava amabilmente del solito più o del solito meno. Doveva farlo altrimenti le eco di prima lo avrebbero inghiottito. Scivolò in compagnia lungo la parte più larga della grande terrazza e disse molte cose, dimenticandole immediatamente dopo. Si faceva attraversare dai ricordi e non si capacitava come gli altri non se ne rendessero conto, lui si sentiva nudo. Totalmente. 
Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Il suo personale cerchio vitale girava attorno a lui e a quella casa ma mancava una fotografia; lo aveva notato all'ingresso. Lei giovanissima in costume immersa nell'acqua bassa e trasparente di un mare amico. Tutto il resto era al suo posto ma la foto non era più appesa nel corridoio tra il bagno e la cucina. Sembrava un addio crudele. Naturalmente la chiamata alla realtà del sedersi a tavola arrivò nel momento meno opportuno ma lui si domandò cosa ci fosse di opportuno quella sera. Occhi chiari gli sorrise, un attimo ad attraversare lo spazio, una virgola e una sospensione. La sera era diventata ormai notte e il cibo era buonissimo. Riuscì a trovare posto a tutte le chiacchiere, le risa, i bicchieri e le posate: ogni cosa al suo posto sul tavolo e in questa vita. Lui perennemente estraneo. Scenografia perfetta, attori raffinati, sipari aperti e chiusi: il mare, la pesca, i ricordi...la sua morte era scritta in quel copione? 
Attendeva da venticinque anni il ritrovarsi. Occhi chiari non c'era, il resto sì, il cielo era sereno, la casa benevola, si alzò ed entrò in casa al momento giusto perchè nella sceneggiatura quella era una parte, che non prevista, non sarebbe mai stata pubblicata. Lo sapeva benissimo. Non cercava nulla adesso, gli bastava frusciare tra i libri della madre e i dischi del padre, quanto tempo era passato? Tre o quattro decenni, tre o quattro vite o solo una, la sua, in attesa di una degna conclusione? Attraversando il corridoio la vide con la coda dell'occhio in cucina, proseguì e chiese con naturalezza del bagno.
- Certo, è lì a destra, lo sai - 
gli si avvicinò e con aria complice gli fece cenno di seguirla. Aprì la porta dell'ultima stanza in fondo e gli mostrò la foto appesa sulla parete.- Eccola, guarda- 
Non riuscirono a dire altro. In due metri quadrati seguirono il loro destino perchè non c'era nient'altro da fare e fu lei a tirarlo verso di sè a poggiare le sue labbra sulla sua bocca. Attendevano da venticique anni il loro inizio e stringendosi luno sull'altra non desideravano altro che quel lunghissimo bacio: senza altro che il sogno segreto che avrebbero custodito per sempre. La notte infinita scivolava su di loro, la casa li guardava silenziosa.

martedì 24 settembre 2024

La vita è fatta di tante piccole finzioni, piccoli inganni. La vita è un gioco d’illusionismo. Un gioco d’ombre che si stagliano gigantesche su uno sconfinato muro bianco. Capita che tu non te ne accorga ma intanto qualcuno ha cambiato l’angolazione delle luci. Cambia la regia. Il trucco si svela. La verità si confonde. La scenografia resta sempre immensa, tu scopri di essere quello che sei, un minuscolo attore che balbetta la sua parte. Forse la vita è questo, mi dico. È rimanere nei ruoli, rimanerne prigionieri e imbrogliare le stagioni con una infinita primavera.

venerdì 20 settembre 2024

Nei blog decenti da un punto di vista letterario l'opinione è UNICA, una dittatura del pensiero che nasce da molto lontano, dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla egemonia ideologica della sinistra che pretese di fondare questo straccio di Repubblica delle banane su una guerra civile. Ma io per fortuna ho superato da tempo l'imbarazzo di dover piacere per forza a qualcuno, di dover cinguettare su testi e concetti falsi e vuoti.

lunedì 16 settembre 2024

Non so come tu sia arrivato fin qui, io non ho fatto nulla mi pare per farti trovare la strada. Del resto non esiste altro che un commento con paternità per farsi conoscere da voi e entrare in contatto La mia indole sociale è morta da molto tempo e la malattia l'ho contratta esattamente qui sui blog. Negli anni ho scritto a lungo delle dinamiche della blogosfera ma non è servito a niente, non vedo quindi la necessità di ribadire alcune cose adesso, ci sono i testi, ci sono le immagini, ci sono i testi scritti in origine per il web, c'era tutto il mio mondo, i miei sogni, le mie speranze di comunicazione...C'ero io. 
A me è piaciuto così ma se non risolvo il problema della comunicazione all'esterno il blog morirà di inedia e resterà soltanto come una testimonianza di una stagione e di una vita. Non esiste altro sistema che venire a questuare alle vostre porte per dirvi - io esisto!- Non è un sistema che mi piace ma non ho alternative. Del resto ho smesso di commentarvi da molto tempo ma continuo a leggervi...potreste fare altrettanto anche voi. Ho il mio mondo da conservare, la mia terra da assaporare da cima a fondo. Sono estremamente orgoglioso di essere siciliano, peccato che molti di voi nulla han mai capito di questa dimensione.

giovedì 12 settembre 2024

Non riuscirò mai a trasmettervi il brivido dolce e fermo della mia prima lettura di Svevo, il sogno un po’perverso e liquido del primo Dannunzio, la pienezza ferma e riflessiva di alcune novelle pirandelliane…la mia Adriana Braggi che scopre l’eternità sulle soglie di una morte annunciata, il desiderio di vita che si accompagna alla fine del mio Pavese del 1967. Nella penombra la luce si dispone in modo teatrale, regala un’apparenza diversa in base ad un gioco che, nuovo ogni volta, esalta o annulla quello che mi sembrava fondamentale un attimo prima.

domenica 8 settembre 2024

In realtà se c’è un popolo legato al concetto di unità nazionale sono proprio i siciliani: 
l’idea del federalismo estremo, praticabile 
oltre lo stretto ben più chiaramente e facilmente 
di quello padano, 
non ha mai attecchito in Sicilia.

mercoledì 4 settembre 2024

Vorrei fermarmi e raccogliere le ombre delle cose che ho lasciato in giro nel web in tutti questi anni: vorrei trovare lì il senso vero della vitalità, di un progetto che facesse a meno della mia cultura, dei miei drammi, dei miei addii, che facesse a meno dei ricordi se non riveduti e corretti….ma non posso fare a meno di me.