lunedì 13 gennaio 2025

Elisabetta


Non aver più nulla da fare,
questa è la sensazione che da qualche giorno 
mi trascino dietro:
guardo queste pagine e non ci scrivo sopra.
Guardo anche l’umanità che mi scorre accanto 
e non le dico niente.
Stamattina pensavo di essere niente, secco 
come un ramo centenario.
Ti sei fermata a guardarmi, finalmente hai uno sguardo tranquillo:
ti giri e ti pieghi verso di me con altre intenzioni ...
Adesso sì che ti sento, adesso sì che mi vuoi,
adesso le parole cambiano significato e possono mettersi 
di fianco
a guardare il bisogno di assoluto che ferma il tempo.
Di notte, mentre ti riaccompagno a casa , 
mi parli a lungo di te,
del lavoro che fai, dell’altro,
dei mille motivi che formano la tua musica.
Non ricorderò altro Elisabetta ma scriverò di noi sul blog
e sarà come se uscissi nudo di casa.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.