Non scrivevo da alcuni mesi, pensavo di non farlo mai più: troppi diaframmi tra me e il mondo fuori da me. Vi guardavo affacciato alla finestra del mio universo.
Ho commentato su un blog giorni fa e mentre scrivevo capivo man mano che non avrei dovuto farlo perchè non c'era la comunicazione giusta. Senza di essa qualunque concetto diventa un abusato luogo comune e noi appresso ad esso.
Gli uomini, le donne, i maschi e le femmine, i giochi di sempre. I preconcetti e l'incapacità semplicemente di volare via su un piano diverso.
Perché non riesco a farmi capire? Sai che mi fracasserei il cranio pur di capire la causa di questa lastra di cristallo che mi divide dal mondo. Dalle donne esce una musica diversa, io l'ho sperimentata in anni lontani... un pentagramma consono e speculare al mio, e mi dico che allora siamo noi con tutti gli altri a immiserirci scioccamente perché non diciamo ciò che invece sappiamo dire a perfezione, perché uccidiamo continuamente l’incredibile fragranza che possediamo in inutili giochetti accademici, perché non diciamo la paura, il sogno, la noncuranza, l’allegria, la rabbia… il desiderio di amore in ogni modo.
Nessun commento:
Posta un commento
Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.