oppure riesco a licenziarlo meglio,
tu arrivi sempre
e io mi chiedo da dove spunta questa necessità di te
cui non vorrei dare significati tali da farti fuggire lontano in modo definitivo.
C’è troppo sapore della tua pelle e dei tuoi capelli
nella mia testa,
troppo suono della tua voce
e troppa inguaribile nostalgia dello sguardo che avevi
quel pomeriggio lontano.
C’è troppa letteratura vera per questo ho deciso di scriverti.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.