venerdì 18 aprile 2025

Giulia


La mia voce è un segno che lascio sulle lenzuola. Domani non ce ne sarà più traccia. Per non farti male conosco un solo sistema: entrare con un sorriso. Ancora una volta.
Poi abbasso gli occhi come si abbassano le tende, per non farsi guardare dentro.
Il bacio che sfiora la tua bocca cercandone il senso combacia alla pelle senza esitazione. Perfetto. Come quando arriva una fine. Giulia, le nostre vite in continuo allestimento: tra una settimana avrò la stessa voglia di adesso, mentre il portone si chiude dietro il tuo culo fatato. Avrò voglia di dirti:
- Vorrei che tu m’incontrassi ora. Vorrei che tu mi ascoltassi ora. Ora. Quando il sonno rimette dentro di me ogni cosa al suo posto. Ora che la solitudine ha ricomposto la mia anima. Ora".

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.