E' necessario intendersi su alcune cose.
Chiudere un blog per me significa soprattutto non aver più nulla da scrivervi: è la scrittura con la sua voglia reiterata a tenere in piedi un blog. Io non scrivo più un testo nuovo da molto tempo. Tutti miei blog secondo questa logica sono CHIUSI. Ma qui ho lasciato finora la possibilità di interloquire. Negli ultimi tre anni non ho più trovato alcun vero senso e nessun piacere a lasciare tracce di me e del mio mondo in rete. Non ha importanza analizzare il perchè e il percome, ho trascorso gran parte della mia vita a confrontarmi con persone lontane culturalmente e ideologicamente da me, nel farlo fino a qualche anno fa trovavo stimoli oggi solo fastidio e malinconia. Propormi, provare a discutere al di fuori degli schemi usuali e soprattutto fuori dai circoli chiusi che ogni blog rappresenta, è stato letale. Non avevo mai avuto tanti fastidi nei rapporti umani come quelli trovati qui; una serie di campi minati e di sciocchezze spacciate per capolavori e stili educativi da imitare. Un gran numero di anomale relazioni erotico sentimentali vissute in maniera esclusiva e ossessiva nell'ottica di una completa mancanza di libertà in senso lato. Nella pace più completa, senza interlocutori, ho costruito questo spazio e lo lascerò in rete, ho fatto e farò l'identica cosa anche con altri miei spazi, è un blog costruito con grande passione, una passione segreta di cui solo io conosco i termini esatti, non è possibile per me lavorare in modo diverso l'ho capito in questi ultimi due anni. Devo operare in solitudine: che siano gli altri a analizzare il tutto dopo, quando il chiasso delle parole non mi potrà più fare male.

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Negli anni su questa finestra è apparso di tutto, dalle sciocchezze più incredibili agli insulti gratuiti alle riflessioni importanti. Pare assurdo ma chi scrive qui sa che la scrittura resta, buona o cattiva che sia, così resta anche la sua impronta memorabile o molto meno. La scrittura resta. Sempre.